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Cambiamento climatico: un mostro che spaventa ma che i giovani conoscono poco

2026-01-29 06:00

Valerio Saitta

Apertura, attualità, Lifestyle,

Cambiamento climatico: un mostro che spaventa ma che i giovani conoscono poco

Il ciclone Harry ha sconvolto i giovani: c'è la sensibilità alle tematiche ambientali, ma la consapevolezza è ancora poca.

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I danni causati dal ciclone Harry hanno messo ancora una volta in risalto il cambiamento climatico che è in atto e di cui purtroppo spesso i governi fanno finta di non accorgersi o minimizzano

La Generazione Z vede ogni giorno tramite il web immagini i uragani del genere o anche più potenti, vive in prima persona le alluvioni cittadine, vive le allerte meteo, sente le preoccupazioni degli adulti.

Un mix di cose che li rende “ecoansiosi”, come abbiamo detto in un nostro recente articolo, ma anche sensibili ai temi ambientali, attenti all’impatto delle proprie scelte quotidiane e pronti a riconoscere l’urgenza della transizione ecologica. 

Ma dietro questa consapevolezza diffusa si nasconde ancora una conoscenza frammentaria
Almeno questo è quanto emerge dall’indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con CONOU – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati – su un campione di 1.500 giovani tra i 14 e i 24 anni, chiamati a raccontare il loro rapporto con ambiente, rifiuti ed economia circolare.

Il quadro che ne risulta è chiaro: l’attenzione c’è, l’impegno pure, ma non sempre è supportato da informazioni solide
La sostenibilità orienta le scelte quotidiane di oltre due ragazzi su tre, eppure permangono evidenti lacune nella gestione dei rifiuti e nella comprensione dei meccanismi dell’economia circolare. Una distanza che rende la scuola – e più in generale l’educazione – un presidio fondamentale per trasformare la sensibilità in competenza.

Nonostante il dibattito pubblico sembri aver archiviato l’eco-ansia e le mobilitazioni dei Fridays for Future non occupino più il centro della scena mediatica, la loro eredità continua a influenzare le nuove generazioni.
Il 70% degli intervistati dichiara infatti che la preoccupazione per il cambiamento climatico incide in modo significativo, molto o abbastanza, sulle proprie abitudini di consumo e sui comportamenti quotidiani.

Quando l’economia circolare entra nella vita di tutti i giorni, la Generazione Z mostra una preferenza netta per il riuso rispetto al riciclo. Il 36% dei giovani concentra i propri sforzi nel riutilizzare prodotti ancora funzionanti, elevando il second hand da semplice scelta economica a gesto identitario. Un ulteriore 20% individua nella riparazione e nel recupero di oggetti destinati allo scarto una vera e propria bussola etica.
Meno centrale, invece, è l’impegno nella riduzione dei consumi energetici o di materie prime, che riguarda il 27% del campione. Ancora più marginale risulta il riciclo in senso stretto: solo il 17% indica come prioritaria la trasformazione dei rifiuti in nuove materie prime.

Non sorprende, quindi, che solo tre giovani su dieci si sentano realmente informati sulle corrette modalità di gestione dei rifiuti, dalla raccolta differenziata allo smaltimento. Al contrario, quasi uno su cinque ammette apertamente di avere scarse o nulle competenze in materia.

È proprio da qui che emerge con forza il ruolo dell’educazione ambientale. Il 39% degli intervistati riconosce nella scuola e nell’università i luoghi in cui ha costruito la propria coscienza ecologica, seguiti dai media digitali specializzati – social, creator e siti tematici – che rappresentano la principale fonte informativa per il 22% dei giovani. Le fonti tradizionali, come televisione, radio e stampa, restano più indietro, superate anche dai canali digital generalisti e dal confronto con familiari e amici.

“I risultati dell’indagine – sottolinea Riccardo Piunti, presidente di CONOU – confermano che le nuove generazioni possiedono una forte sensibilità ambientale, ma hanno bisogno di strumenti concreti per trasformarla in conoscenza e comportamenti responsabili. L’economia circolare funziona solo se è compresa e condivisa”.

A rafforzare il concetto interviene anche Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net: “L’Italia è oggi tra i Paesi più efficienti in Europa sul fronte del riciclo. Ma questa eccellenza non può prescindere da un lavoro continuo di educazione e comunicazione, capace di coinvolgere tutte le generazioni e di rendere la sostenibilità una pratica quotidiana, non solo un principio astratto”.

SudLife

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