
Tra i giovani la sicurezza stradale continua a rappresentare una criticità.
Accanto ai casi di guida in stato di ebrezza in aumento, nonostante i recenti inasprimenti delle pene e di cui vi abbiamo parlato anche qui su Sudlife qualche mese fa, accanto alla distrazione, l'alta velocità e la stanchezza, a provocare gli incidenti negli ultimi anni è l'uso del cellulare mentre si guida.
A dirlo sono i numeri dell’Osservatorio “Non Chiudere gli Occhi”, realizzato da Skuola.net in collaborazione con Autostrade per l’Italia.
L’indagine ha coinvolto 2.100 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 24 anni, nell’ambito dell’omonimo progetto di sensibilizzazione rivolto alle scuole, dove la sicurezza stradale è uno dei temi centrali dell’Educazione civica, anche alla luce delle nuove linee guida introdotte lo scorso anno.
Dal report emerge che quasi un giovane su due utilizza abitualmente lo smartphone mentre guida. Uno su cinque ammette di essersi messo al volante sotto l’effetto di alcol, sostanze o farmaci che riducono la lucidità. Due su tre guidano spesso in condizioni di stanchezza e quattro su dieci superano regolarmente i limiti di velocità.
Il confronto con le edizioni precedenti dell’Osservatorio, attivo dal 2023, evidenzia tuttavia un miglioramento diffuso. Un risultato attribuibile alla combinazione di più fattori: educazione stradale nelle scuole, aggiornamenti al Codice della Strada, campagne di comunicazione e una maggiore diffusione di sistemi di assistenza alla guida.
In calo, ad esempio, l’uso del cellulare durante la marcia: nel 2025 il 56% dei giovani dichiara di non utilizzarlo mai, contro il 46% di due anni fa. Migliora anche il livello di attenzione: la percentuale di chi si definisce “sempre o spesso distratto” scende dal 21% al 17%.
Cresce inoltre il rispetto delle norme di base: il 70% afferma di indossare sempre casco e cinture di sicurezza e di rispettare il numero massimo di passeggeri, dieci punti percentuali in più rispetto al 2023. Aumenta anche la quota di chi chiede comportamenti corretti ai propri passeggeri, oggi al 60%.
Insomma, secondo i dati, i giovani mostrano una maggiore attenzione alle conseguenze delle proprie azioni alla guida. Il 58% dichiara di pensarci spesso, contro il 49% di due anni fa. Parallelamente, diminuisce la percentuale di chi riferisce di aver causato o rischiato incidenti per comportamenti superficiali: dal 58% si scende al 49%.
Il percorso, però, non è concluso. L’obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti resta distante e passa anche dal rafforzamento dell’educazione stradale nelle scuole.
Oggi il 55% degli studenti afferma di non aver mai partecipato ad attività specifiche su questo tema durante il proprio percorso di studi.
Eppure gli incontri in classe dedicati alla sicurezza stradale ottengono un ampio consenso tra gli studenti: otto su dieci ne riconoscono l’utilità, soprattutto quando a intervenire sono professionisti del settore o testimoni diretti di incidenti. Un approccio che si affianca ai tradizionali corsi per la patente, spesso focalizzati sugli aspetti tecnici, e che punta invece su responsabilità e valori civici.
Il 41% dei giovani che ha partecipato a queste attività dichiara di aver modificato in modo significativo e duraturo il proprio comportamento sulla strada. Un ulteriore 43% parla di un effetto positivo, seppur temporaneo. Nel complesso, per l’80% degli intervistati l’impatto è stato concreto.
Per supportare i docenti, non sempre specialisti della materia, Autostrade per l’Italia promuove il progetto “Sicurezza stradale a scuola – Non chiudere gli occhi”. Dal 2023 l’iniziativa ha coinvolto oltre 450 istituti, più di 34mila studenti e circa 1.500 classi.
Il progetto offre alle scuole secondarie di secondo grado un pacchetto di attività formative, con incontri in aula, testimonianze e contest creativi. L’educazione stradale si conferma così uno strumento centrale per la tutela di tutti gli utenti della strada: oltre il 90% dei giovani automobilisti dichiara di rallentare sempre in prossimità delle strisce pedonali, mentre l’80% lo fa in presenza di cantieri.










