Accoglienza come capacità di includere, identità come radice che dà forza ai giovani, comunità come luogo in cui nessuno resta indietro. È da questi tre valori fondanti che prende avvio la presentazione di Take Care 2.0, il progetto dedicato al contrasto della povertà educativa nel Distretto Socio-Sanitario 13, illustrato oggi nell’Aula Magna del Liceo Artistico “Raffaele Libertini”.
Finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR, Missione 5 – Componente 3, il progetto è gestito dall’associazione La Città Felice Onlus in partenariato con il Comune di Grammichele, il Circolo MCL “Don Rosario Pepe” di Mineo e il Liceo Artistico Regionale “R. Libertini”. La presentazione ha riunito studenti, operatori del sociale, docenti e rappresentanti istituzionali in un momento di confronto dedicato al futuro delle nuove generazioni.
«Take Care 2.0 è un investimento sulla nostra comunità e sui nostri giovani- ha dichiarato l'assessore ai servizi sociali, Rosario Campanello-. Accoglienza, identità e partecipazione sono i cardini di questo percorso, che mira a offrire strumenti concreti per contrastare il disagio educativo e sostenere la crescita dei ragazzi. Come amministrazione siamo determinati a rafforzare queste azioni e a costruire un sistema territoriale capace di rispondere davvero ai bisogni dei più giovani».
A dare i suoi saluti istituzionali anche il preside, Salvo Caruso: «La scuola è il primo presidio di comunità: un luogo dove i ragazzi trovano ascolto, orientamento e possibilità di costruire la propria identità. Accogliere il progetto Take Care 2.0 significa ampliare queste opportunità, offrendo percorsi che coniugano creatività, formazione e inclusione. Il nostro istituto è orgoglioso di essere parte attiva di questa rete educativa».
Contrastare la povertà educativa richiede una visione comunitaria e una capacità reale di collaborazione tra scuola, istituzioni e Terzo Settore.
«Con Take Care 2.0 vogliamo costruire alleanze che durino nel tempo - ha sottolineato Marisa Casemi, del direttivo della cooperativa San Francesco - e che restituiscano ai ragazzi ciò che spesso manca: spazi, relazioni, competenze e un senso di appartenenza. Solo così possiamo generare cambiamento».
La Coordinatrice del progetto, Sandra Manzella, ha illustrato le azioni principali di Take Care 2.0, evidenziando come il programma sia costruito per offrire ai giovani percorsi di empowerment, sostegno psicologico, educazione digitale, attività laboratoriali e promozione delle competenze relazionali.
«Il nostro obiettivo – ha spiegato Manzella – è costruire un sistema educativo territoriale che accompagni i ragazzi, dagli 11 ai 17 anni, per 24 mesi, nelle loro fragilità e valorizzi i loro talenti. Lavoriamo per creare comunità educanti attive, capaci di prevenire le forme di esclusione e di promuovere partecipazione e benessere».
Durante l’incontro sono state anche illustrate le Linee Guida Ministeriali contro il cyberbullismo, presentate dall’educatrice Giovanna Calandra e dall’assistente sociale Ludovica Mandrà, con un approfondimento sulle strategie di prevenzione rivolte alle scuole.
La giornata si è conclusa con una visita ai laboratori creativi del Liceo Artistico, all’interno dei quali prenderanno vita molte delle attività previste dal progetto.











