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8 Marzo: Le under 25 non festeggeranno, ma considerano importante la giornata. Ecco cosa pensano le giovani di

2025-03-08 06:00

Valerio Saitta

Apertura, attualità,

8 Marzo: Le under 25 non festeggeranno, ma considerano importante la giornata. Ecco cosa pensano le giovani di questa festa.

Oggi è la Giornata Internazionale della Donna e in un periodo di grande difficoltà dal punto di vista sociale noi di Sudlife abbiamo deciso di dar voc

Oggi è la Giornata Internazionale della Donna e in un periodo di grande difficoltà dal punto di vista sociale noi di Sudlife abbiamo deciso di dar voce alle giovani donne, per capire se per loro ha ancora senso questa celebrazione o se la ritengono obsoleta, come passeranno la giornata (che quest’anno cade di fine settimana) e cosa pensano in generale della condizione della donna al giorno d’oggi. 
Per farlo abbiamo posto queste domande ad alcune ragazze delle scuole secondarie di secondo grado e dell’Università della provincia di Catania, scelte a caso. 

G.S. afferma: “Secondo me oggi la condizione della donna è nettamente migliorata rispetto al passato. Ogni tanto mi capita di parlare con mia nonna, che ha 81 anni, la quale mi dice che ai suoi tempi non le era permesso uscire con ragazzi quando era ancora adolescente se non accompagnata dai genitori. E a volte non le era permesso uscire proprio. Non c’erano tanti divertimenti per lei, non faceva sport, non c’era l’abitudine di andare al cinema o in pizzeria. Inoltre non c’erano i cellulari e i social, era più difficile confrontarsi con il mondo esterno. Oggi sicuramente noi ragazze siamo più libere e io personalmente non ho mai subito limitazioni dalla mia famiglia. Non credo comunque che festeggerò, dato che non amo molto uscire il sabato sera”. 

Anche R. N., 20 anni, vede le cose in maniera positiva: “La donna in certe cose è molto più brava rispetto all’uomo e la società se ne sta accorgendo. Solo chi è ignorante non lo vede. La donna è più brava a gestire la famiglia, i figli e la casa. Un uomo ha più difficoltà a rimanere solo, la donna no. È più brava anche secondo me in molti lavori, perché è più precisa e più attenta. Infatti mia sorella e mia mamma lavorano e ricoprono incarichi importanti e di responsabilità nelle loro aziende. Io penso che, studiando la storia, mai come oggi la donna abbia avuto così tanti diritti. Non vedo questo problema di discriminazione o di patriarcato come molti dicono. Certo, parlo della donna italiana, non possiamo dire che ovunque nel mondo sia così ovviamente, ma almeno nella realtà che vivo vedo pari opportunità. Come festeggerò? In nessun modo in particolare”.

Non la pensa così V.T.: “Ritengo che le donne oggi continuano a subire discriminazioni, sono vittime di violenze quotidiane, in qualsiasi tipo di relazione, nel mondo del lavoro, tra le mura domestiche e nella società in generale. Lo abbiamo visto con il covid, quando soprattutto all’interno delle abitazioni alcune donne subivano l’aggressività dei mariti. E credo anche che nel mondo del lavoro ci sia un po’ di discriminazione. Una donna può arrivare ad ottenere un incarico importante, vedi la Meloni che oggi è Presidente del Consiglio, ma deve faticare più degli uomini per ottenerlo. Per l’occasione farò una semplice uscita con il mio ragazzo”.

Sulla stessa linea è L. B.: “Come si fa a dire che oggi la donna sia meno vittima che in passato? Abbiamo sentito recentemente casi di femmicidio atroci, di ragazzine violentate per strada, alcune sono state abusate dopo essere state drogate da un branco di coetanei. Io non ho mai subito un abuso, nessuno si è mai permesso di toccarmi o aggredirmi fisicamente ma lo hanno fatto verbalmente. Personalmente ricevo a volte apprezzamenti che reputo molestie verbali, perché un conto è un ragazzo che in maniera gentile viene da te e ti fa un complimento sincero guardandoti negli occhi, un altro è un ragazzo che ti guarda altre parti del corpo è ti dice una volgarità facendoti un sorrisetto da spaccone”.

C.M. 23 anni: “Celebro questa giornata per due motivi: il primo, per onorare tutte le donne che hanno lottato per i diritti femminili e il secondo perché la battaglia non è ancora conclusa. Ma celebrare non vuol dire trasformare la giornata in un momento di goliardia. Sabato sera uscirò con le mie amiche come faccio di solito, ma non faremo nulla di che. Anzi secondo me non bisogna fare proprio nulla di che, perché sarebbe come ammettere che si è libere solo in quel giorno, invece io voglio essere libera tutti i giorni”.

Per E.C. questa festa “dovrebbe essere un momento di commemorazione, invece è diventata solo un pretesto commerciale per guadagnare. Ogni giorno dovrebbe essere la festa delle donne. Nulla in contrario nel dedicare una giornata alle donne, basta che non si riduca tutto ad una semplice serata di divertimento dove si può fare ciò che si vuole. Questo va bene a Carnevale. E io infatti non andrò in giro a fare baldoria, accetterò semplicemente una mimosa se me la regaleranno”.

P. L. sottolinea che “il percorso per superare ogni forma di discriminazione è ancora lungo e complesso. Secondo me in Italia e nel mondo occidentale le donne stanno man mano ottenendo il giusto spazio che meritano, ma in alcune parti del mondo sappiamo che non è così. A me personalmente piange il cuore vedere ragazze della mia età che non possono indossare dei vestiti moderni, non possono essere libere di scegliere il loro fidanzato e devono chiedere al padre il permesso per ogni cosa. C’è un’arretratezza assurda in certi Paesi. Non sembra di essere nel 2025 a sentire certe cose”.  

Per M.G. “Adesso più che mai c’è da festeggiare alla donna e dedicargli una giornata, perché vedo che la violenza persiste. Tutti sono solidali di fronte ad una donna picchiata, sfregiata, violentata, ma nonostante le tante parole continuamente molte donne vengono maltrattate, soprattutto per la gelosia. È secondo me la gelosia maschile il sentimento più pericoloso per una donna. È un problema che non riusciamo a risolvere. Cosa farò per festeggiare? Onestamente non ci ho pensato”.

Anche S.F. pensa che la gelosia sia il vero problema: “Io ho avuto una relazione di qualche mese con un ragazzo gelosissimo. Mi controllava il cellulare ogni giorno, mi impediva di uscire con le amiche e appena parlavo con un ragazzo si arrabbiava. Litigavamo spesso. Voleva che stavo solo con lui. Ed è stato un incubo. Ho 24 anni, lui 27. Se è già così a questa età non oso immaginare come sarà tra 10 anni. Io l’ho allontanato e lui non mi ha più cercata, ma so che ci sono ragazze meno fortunate che subiscono stalking dopo aver lasciato, perché certi ragazzi proprio non si rassegnano”.

S.V. sottolinea come oggi il pericolo principale per le ragazze sia invece il revenge porn: “Ho sentito nei tg di giovani che si sono arrivate a suicidare per questo. Dico a tutte di stare molto attente a ciò che pubblicate, state attente a mandare foto o a fare certi video col cellulare, perché le conseguenze possono essere terribili. Penso che la gelosia di un fidanzato la riuscirei a gestire, così come non mi lascio impressionare da eventuali commenti poco carini su di me. Ma se fossi vittima di revenge porn sarebbe bruttissimo, questo davvero non saprei come gestirlo, ed è la cosa che credo oggi faccia più paura a noi ragazze”.

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