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Le novelle 2.0 di Don Sebastiano: Deci jorni e 40 e na nuttata

2020-04-03 06:00

Alessandra Di Marco

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Le novelle 2.0 di Don Sebastiano: Deci jorni e 40 e na nuttata

Restando sulla scia delle iniziative positive online volte a tenerci compagnia in queste giornate a casa (come l'educazione all'antimafia online, l'i

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Restando sulla scia delle iniziative positive online volte a tenerci compagnia in queste giornate a casa (come l'educazione all'antimafia online, l'intrattenimeto degli youtubers e le visite virtuali ai musei), oggi ve ne raccontiamo una tipicamente letteraria e che per certi versi ricorda la nostra attuale situazione: si tratta della riproduzione 2.0, o meglio social, del Decameron di Giovanni Boccaccio.


Sappiamo tutti che nella cornice dell'opera l'autore immagina un gruppo di 7 ragazze e 3 ragazzi che scappa dalla peste nera che affligge Firenze per ripararsi in campagna per 10 giorni. Oltre a canti, balli e giochi, le loro giornate trascorrono con il racconto di alcune novelle seguendo il tema scelto dal Re e dalla Regina del giorno.


Bene, adesso immaginatevi tutto questo ricreato in un gruppo Facebook. L'ideatore? Don Sebastiano Cristaudo, ancora diacono presso una parrocchia di Caltagirone: "ho avuto da sempre la passione per la poesia e la letteratura - passione dimostrata con la scrittura di alcuni libri di poesie in dialetto - e dato il periodo mi è venuto in mente il Decameron di Boccaccio con un equipe di 12 persone. 10 di loro, tra professori, studenti e lavoratori pubblicano i contenuti, io mi occupo della parte introduttiva e un altro ragazzo pubblica riflessioni spirituali o componimenti in stile dantesco solo nei giorni di pausa (il venerdì e il sabato, così come nel Decameron, non si racconta per rispetto della passione del Signore)."


Sul gruppo Facebook, chiamato Deci jorni, viene comunicato il Re e la Regina del giorno e il tema scelto: "come le emozioni effimere, la fugacità del tempo, l'amore e la libertà,  ad eccezione del primo e del nono giorno in cui il tema è libero. Ognuno esprime il proprio contenuto artistico (poesie, prosimetri, racconti brevi, monologhi, riflessioni, foto, disegni, composizioni musicali) coerente con il tema e - fedele all'opera - solo il più giovane d'età può non rispettarlo.



La narrazione è iniziata il 16 marzo e i compositori sono tutte persone con le quali Don Sebastiano è particolarmente legato a livello professionale, affettivo e che lo hanno accompagnato nella sua crescita.


Ma cosa succederà finiti i 10 giorni?

"


Continueremo a raccontare con un nuovo progetto ispirato a Le mille e una notte, una raccolta di novelle orientali, e che intitolerò 40 e una nottata (Quaranata e na nuttata, in dialetto). Il numero 1000 è significativo per la cultura persiana, 40 invece per le Sacre Scritture (40 anni nel deserto o i 40 giorni di Gesù).

Il format sarà sempre lo stesso, cioè produrre contenuti artistici a piacimento pubblicati su Facebook: "


la sera verrà pubblicato il racconto e durante la giornata chiederò di ricreare il dipinto del racconto o una musica

" ci spiega Don Sebastiano.


Qual è stato il feedback dei lettori social?

"Positivo. Abbiamo dato la possibilità di riflettere e avvicinare le persone alla cultura. Proprio per questo motivo abbiamo pensato di ripropporre la stessa iniziativa anche su un gruppo Whatsapp pensando a chi non ha Facebook. Inoltre, siamo stati contattati da un editore che vorrebbe passare la nostra opera dal web al cartaceo".

Cosa ne pensa di ciò che sta accadendo negli ultimi mesi?

"


È un periodo che da un lato ci dà dei limiti, perchè non possiamo continuare la nostra vita ordinaria, dall'altro abbiamo la possibilità di riflettere su noi stessi e sull'importanza delle piccole cose. Fare della necessità una virtù

" conclude Don Sebastiano Cristaudo.


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