
Lo scorso 10 Febbraio si è celebrato il Safer Internet Day 2026, ovvero la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete promossa dalla Commissione europea e per l'occasione l'Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale di Social Warning – Movimento Etico Digitale APS ha divulgato i dati di un'indagine che nel 2025 sull’utilizzo delle tecnologie digitali da parte degli adolescenti, che ha coinvolto oltre 20.000 studenti tra gli 11 e i 18 anni.
Il quadro che emerge è complesso e, per certi versi, contraddittorio: i ragazzi riconoscono sempre di più la propria dipendenza dai dispositivi digitali e ne comprendono i possibili effetti, ma faticano a trasformare questa consapevolezza in un cambiamento concreto delle abitudini quotidiane.
Ma entriamo nel dettaglio per capire meglio. Da questo studio emerge che oltre tre studenti su quattro (77,5%) dichiarano di sentirsi dipendenti dai dispositivi digitali. Un dato in crescita rispetto all’anno precedente. Nella maggior parte dei casi si parla di una dipendenza percepita come moderata o lieve, ma resta significativa la quota di chi ammette forme più problematiche. Solo poco più di un ragazzo su cinque afferma di non sentirsi dipendente.
Eppure, riconoscere il problema non significa riuscire a risolverlo. Tra chi ha provato a ridurre il tempo trascorso online, meno di un quarto dichiara di esserci riuscito davvero. Un segnale che racconta quanto il digitale sia ormai profondamente intrecciato con la quotidianità degli adolescenti.
Alla percezione di dipendenza si affianca una crescente attenzione agli effetti sul benessere personale. Già negli anni precedenti molti studenti avevano espresso preoccupazione per le possibili ricadute dell’uso eccessivo del digitale, ma nel 2025 questa convinzione appare ancora più diffusa.
Nove ragazzi su dieci riconoscono un legame tra utilizzo del digitale e salute, indicando in larga parte un impatto sia sulla sfera mentale sia su quella fisica. Le conseguenze più citate vanno dalle difficoltà di concentrazione ai disturbi del sonno, dai problemi posturali all’affaticamento visivo, fino a forme di disagio psicologico.
Un altro elemento rilevante riguarda il momento della giornata in cui si concentra la navigazione. Cresce infatti l’uso dei dispositivi nelle fasce orarie centrali, tra le 13.00 e le 19.00, tradizionalmente dedicate allo studio, alle attività sociali o allo sport. Aumenta anche l’utilizzo serale, tra le 19.00 e le 23.00, con possibili ricadute sul riposo.
Secondo l’Osservatorio, questo spostamento non è neutro: incide sugli equilibri quotidiani e sottrae tempo ad attività fondamentali per la crescita e il benessere.
Quando viene chiesto come ci si senta stando online, la maggioranza degli studenti risponde ancora “bene”. Tuttavia, cresce in modo significativo la quota di chi si colloca in una zona emotivamente neutra, dichiarando di sentirsi “né bene né male”.
È un dato che gli esperti leggono come il segnale di una progressiva normalizzazione dell’esperienza digitale: Internet non è più percepito come uno spazio che suscita emozioni particolari, ma come un ambiente costante, sempre presente, quasi invisibile nella sua quotidianità.
In questo solco si inserisce anche l’impegno dell’associazione per la promozione di un uso consapevole del web e per l’istituzione della Giornata Nazionale della Cittadinanza Digitale, già approvata dal Senato.










