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Oltre la festa: cosa può insegnare Sant’Agata alle nuove generazioni?

2026-02-04 06:00

Valerio Saitta

Apertura, Mondointeriore,

Oltre la festa: cosa può insegnare Sant’Agata alle nuove generazioni?

Quando la festa finirà e le luci si spegneranno, Sant’Agata non smetterà di parlare alle nuove generazioni

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Quando la festa finirà e le luci si spegneranno, Sant’Agata non smetterà di parlare alle nuove generazioni.

 

Oggi a Catania è festa grande, perché è il giorno in cui la città riabbraccia la sua Patrona Agata.
Tra folclore, devozione, preghiere, fuochi e spettacoli, quello di cui noi di Sudlife oggi facciamo una riflessione: cosa ha da dire ai giovani la testimonianza di Sant’Agata?
I ragazzi catanesi andranno certamente per le vie catanesi mossi da fede ed ammirazione verso la Santa, ma sanno cosa possono imparare dalla sua vita?

 

In una società che corre veloce, che consuma simboli e svuota i significati, queste domande non sono affatto retoriche. 
Per chi educa, per chi accompagna le nuove generazioni, interrogarsi sul senso attuale di una figura così centrale per Catania significa rifiutare l’idea che una festa tanto totalizzante possa esaurirsi nella ritualità, senza lasciare tracce nel presente e nel futuro della città.
 

Sant’Agata visse in un tempo attraversato da persecuzioni che non furono soltanto violenze fisiche, ma una negazione radicale della dignità della persona e un attacco diretto alla libertà di fede. La sua risposta non fu la fuga né il compromesso, ma una scelta limpida: restare fedele a Cristo. 

Una fedeltà che non nasceva dall’abitudine o da una tradizione ereditata passivamente, bensì da un’esperienza interiore profonda, maturata e consapevole.

 

È proprio questo il punto che interroga l’oggi. In un contesto culturale che guarda con sospetto la religiosità e spesso mette in discussione il ruolo stesso della Chiesa, la testimonianza di Sant’Agata non suona come un residuo del passato, ma come un invito esigente: coltivare una spiritualità personale autentica, capace di diventare comunità, responsabilità e solidarietà.

La fede, ieri come oggi, non è evasione dalla realtà, ma una forza che sostiene nei momenti di prova, che orienta le scelte e restituisce senso e gioia alla vita quotidiana.

 

Certo, le persecuzioni di allora non sono sovrapponibili alle difficoltà di oggi. Ma sarebbe ingenuo sottovalutare il peso delle pressioni sociali, delle aspettative familiari, della cultura della superficialità e del consumismo, che spesso disorientano i giovani e li allontanano da un vero cammino di crescita. 
Non c’è il martirio, ma c’è l’ansia. Non c’è la violenza esplicita, ma c’è la perdita di sé, di ciò che conta davvero.

 

La forza di Agata non stava nell’essere priva di paura, ma nella capacità di non lasciarsene dominare. Seppe scegliere senza annullarsi, restare fedele a sé stessa anche quando andare controcorrente aveva un costo altissimo. In un tempo in cui il conformismo viene spesso premiato e il giudizio altrui condiziona profondamente le scelte, questa è forse la lezione più urgente: l’integrità è possibile. 
È possibile vivere in modo autentico, fare scelte coerenti con i propri valori, rifiutare la logica del possesso, della mercificazione del corpo e dell’altro, anche quando ciò comporta sacrifici.

Vogliamo ricordare a tal proposito le parole di Monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania, che all'inizio di quest'anno scolastico scrisse un messaggio rivolto ai ragazzi che definiva Sant'Agata come la “compagna di banco speciale di ognuno”.

 

"L'essere speciali dei santi - scriveva - consiste nella capacità di abbattere le distanze di spazio e di tempo. Ti sarà capitato di partecipare alla sua festa e di vedere per le strade di Catania il busto reliquiario tra una folla di gente vestita di bianco che la guarda con fede ed amore. Quello che mi preme dirti è che sarebbe bello che tu, ma anche noi adulti, in quest’anno dessimo la parola ad Agata, perché ci parli di lei e nasca un’amicizia. Ci parla anzitutto con il suo nome: Agata, nella lingua greca, significa “buona”, e la bontà è stata la caratteristica di questa ragazza amica di tutti, anche dei più poveri e soli, di quelli che magari oggi nelle nostre scuole vengono bullizzati. Agata ci parlerà della sua “fortezza” (non la forza dei muscoli, ma quella del cuore): ha saputo dire di no al male, ma ha pagato con la vita. Chi si oppone alla violenza di ogni tipo apparentemente perde, ma in verità vince, perché i valori veri sono quelli che costruiscono il mondo e alla fine sono apprezzati anche da chi li rinnega. 

Agata ti parlerà di quanto, soprattutto alla tua età, sia importante scegliere le cose più vere, belle, buone e giuste per la vita. Essa ti parlerà di un amore rinnovato per le nostre città, che lei ha sempre protetto da pericoli, invasioni, eruzioni, peste, e tanto altro".

 

 

SudLife

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