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Dress Code a scuola: è giusto limitare i ragazzi nel modo di vestire?

2025-05-22 06:00

Valerio Saitta

Apertura, Scuola,

Dress Code a scuola: è giusto limitare i ragazzi nel modo di vestire?

Ultime settimane di scuola, è cominciato il caldo e gli alunni iniziano a fare il conto alla rovescia per l’arrivo delle vacanze. E come ogni Maggio,

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Ultime settimane di scuola, è cominciato il caldo e gli alunni iniziano a fare il conto alla rovescia per l’arrivo delle vacanze. E come ogni Maggio, mese in cui le temperature tornano solitamente a salire, torna anche puntualmente di attualità il dibattito sull’abbigliamento in ambito scolastico. 
Come devono andare vestiti i ragazzi a scuola? Ci deve essere un dress code libero o bisogna rispettare le norme restrittive dell’istituto? 

Il dibattito stavolta si è scatenato dopo l’episodio che ha coinvolto gli alunni di un istituto nautico di Livorno, fermati all’ingresso della loro scuola perché indossavano pantaloncini corti.
La dirigenza ha giustificato la decisione affermando di aver semplicemente seguito le disposizioni in vigore. Infatti l’articolo 48 del regolamento interno specifica chiaramente che è vietato entrare a scuola indossando pantaloni o gonne molto corte, canottiere, infradito, magliette scollate o trasparenti, e altri capi considerati “inappropriati”.

Una situazione che tuttavia non è affatto isolata; come evidenziato da un’indagine condotta dal portale “Skuola.net”, che ha coinvolto 2.800 studenti di scuole medie e superiori, circa 3 studenti su 10 affermano che devono affrontare, anche durante l’inizio dell’estate, un regolamento interno che proibisce capi d’abbigliamento ritenuti “non consoni” all’ambiente scolastico.
Alcuni studenti godono invece di una maggiore libertà (che non significa però libertà totale); il 55% degli intervistati ha dichiarato infatti che nella propria scuola esiste un “dress code” non formalizzato ma implicito, ovvero non atti ufficiali scritti, ma semplici indicazioni da parte dei docenti. In definitiva, solo 1 studente su 5 può vestirsi come preferisce al mattino, anche se ciò non garantisce l’assenza di eventuali rimproveri da parte dei docenti più attenti alle regole.

Tutto ciò si verifica perché, come ricorda sempre “Skuola.net”, ogni scuola, nell’ambito della propria autonomia, può stabilire delle regole sul modo di vestirsi di studenti e studentesse, imponendo limiti più o meno stringenti per l’accesso ai locali scolastici.
Effettivamente viene difficile pensare che nelle scuole siciliane ad inizio Giugno si possa richiamare dei ragazzini o delle ragazzine che entrano in aula vestiti con indumenti meno coprenti rispetto ai mesi precedenti. Non è una questione di decoro, ma anche del benessere stesso dei ragazzini. Un paio di pantaloncini, una gonna corta indossate alle 12 o alle 13 del mattino possono davvero rendere meno “difficile” la permanenza in classe.

Qualcuno afferma nel sondaggio anche che queste norme spesso vanno oltre il semplice abbigliamento, coinvolgendo anche l’espressione della personalità e il rispetto dell’immagine personale, estendendo il controllo a dettagli più sottili ma altrettanto significativi. Molte scuole (circa 1 su 5) vietano ad esempio alle ragazze l’uso di unghie finte, trucchi troppo vistosi, capelli troppo colorati e piercing, mentre ai ragazzi viene richiesto di mantenere un aspetto curato, con particolare attenzione alla rasatura della barba, che deve essere ordinata, evitando che sia troppo lunga o trasandata.

Insomma talvolta, i comportamenti di libera espressione della personalità negli ambienti scolastici sono considerati inappropriati. Voi cosa ne pensate? È giusto imporre un dress code o non siete d’accordo?

SudLife

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