
Il Semestre Aperto di Medicina è ripartito ieri, 1° settembre, dando ufficialmente il via alla sua seconda edizione.
Dopo l'esordio tanto discusso dello scorso anno, il nuovo sistema di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria è tornato a mettere alla prova migliaia di aspiranti professionisti con una formula che, rispetto al 2025, presenta alcune correzioni.
La logica di fondo è rimasta invariata: niente test d'ingresso unico, ma un percorso di tre mesi di lezioni seguito da tre esami nazionali.
Per Medicina e Chirurgia i posti disponibili nelle università pubbliche sono 18.889, mentre gli studenti iscritti sono circa 52mila. Numeri che rendono immediatamente l'idea di quanto sarà selettiva la sfida.
Ora c'è più tempo per prepararsi
Il percorso è partito con le lezioni di Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica, materie sulle quali si concentreranno gli esami di sbarramento.
Una delle principali correzioni introdotte quest'anno riguarda proprio i tempi: gli studenti hanno a disposizione più settimane di preparazione rispetto alla prima edizione. Le attività didattiche potranno infatti proseguire fino a dieci giorni prima del primo appello.
Anche i programmi sono stati aggiornati, con syllabus rivisti e una maggiore integrazione tra le diverse discipline. A supportare gli studenti ci sono inoltre piattaforme gratuite con videolezioni, esercitazioni e simulazioni d'esame, pensate anche per offrire un'alternativa ai costosi corsi privati.
La selezione entrerà nel vivo a dicembre
Il vero banco di prova arriverà a dicembre. Il primo appello si terrà il 10 dicembre 2026, mentre il secondo è previsto per l'11 gennaio 2027.
Ogni esame sarà composto da 31 domande, 21 a risposta multipla e 10 a completamento, con 50 minuti a disposizione. È stato inoltre raddoppiato il tempo di pausa tra una prova e l'altra, che sale a 30 minuti.
Il sistema di punteggio rimane quello già sperimentato lo scorso anno: un punto per ogni risposta corretta, -0,1 per ogni errore e zero per le risposte non date.
Il voto migliore non si perde
Tra le modifiche più importanti c'è quella relativa ai due tentativi. Chi deciderà di sostenere entrambi gli appelli potrà infatti contare sul miglior risultato ottenuto, purché il voto sia almeno 18/30.
Una possibilità che rende il secondo tentativo meno rischioso e consente agli studenti di provare a migliorare il proprio punteggio senza temere di compromettere quello già ottenuto.
I risultati del primo appello saranno pubblicati il 23 dicembre, mentre quelli del secondo arriveranno il 20 gennaio 2027.
La graduatoria deciderà chi entrerà
Superare gli esami non basterà comunque a conquistare automaticamente un posto. Il passaggio decisivo sarà la graduatoria nazionale, che verrà pubblicata il 22 gennaio 2027.
Gli studenti saranno distribuiti in tre fasce a seconda del numero di esami superati. Chi avrà superato tutte e tre le prove partirà dalla prima fascia, con un bonus di 300 punti; chi ne avrà superate due accederà alla seconda, con 200 punti, mentre chi ne avrà superata una sola finirà nella terza, con 100 punti aggiuntivi.
E anche qui il sistema presenta una tutela rispetto al passato: chi sarà in posizione utile ma avrà fallito uno o due esami non perderà necessariamente il posto. Potrà infatti immatricolarsi con un debito formativo e recuperare successivamente gli esami mancanti.
Per chi resta fuori c'è il corso affine
Il nuovo modello prevede anche una sorta di rete di sicurezza per chi non riuscirà a entrare a Medicina, Odontoiatria o Veterinaria.
Gli studenti potranno essere indirizzati verso un corso di laurea affine, nel quale potranno eventualmente vedersi riconosciuti, totalmente o parzialmente, i fino a 18 CFU maturati durante il Semestre Aperto.
Le assegnazioni partiranno dal 16 febbraio 2027, mentre le ultime procedure si concluderanno a marzo.
Il 2° anno sarà il vero banco di prova
A un anno dall'introduzione della riforma, il Semestre Aperto è dunque entrato nella sua seconda fase di sperimentazione. Non si tratta più di capire se il nuovo modello sia in grado di sostituire il vecchio test: quello è ormai un dato di fatto.
La domanda, piuttosto, è se le correzioni introdotte dopo la prima esperienza saranno sufficienti a rendere la selezione più equilibrata. Più tempo per studiare, prove leggermente riviste, la possibilità di conservare il voto migliore e il recupero dei debiti rappresentano i principali correttivi.
Per i 52mila aspiranti medici, però, la sostanza non cambia: il cammino verso il camice bianco è iniziato ieri e passerà ancora una volta attraverso tre esami e una graduatoria nazionale.











