
Per migliaia di studenti la scuola non è ancora davvero finita. Mentre i compagni si godono le vacanze (ancora per pochi giorni) chi ha riportato una o più insufficienze deve tornare sui libri e affrontare le prove di recupero entro l’8 settembre.
È la realtà dei ragazzi con giudizio sospeso, un esercito silenzioso che ogni estate vive l’incertezza della promozione.
Secondo i dati analizzati da Skuola.net sugli scrutini del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il 17,7% degli studenti dalla prima alla quarta superiore ha ricevuto almeno un debito nell’anno scolastico 2025/26. A questi si aggiunge il 5,3% bocciato direttamente a giugno.
Numeri tutt’altro che trascurabili, soprattutto se confrontati con le scuole medie, dove le bocciature si fermano intorno all’1%.
La seconda superiore resta lo scoglio più duro
Non tutte le classi presentano lo stesso livello di difficoltà. La seconda superiore è quella in cui si concentra la quota maggiore di giudizi sospesi: 19,7%, davanti al terzo anno (18,2%), al primo (17,6%) e alla quarta superiore (15,3%).
Ma c'è un dato che dovrebbe far riflettere: il primo anno è quello con il maggior numero di bocciature dirette, pari all’8,7%. L’ingresso alle superiori, insomma, continua a rappresentare uno dei momenti più delicati dell’intero percorso scolastico.
Anche l’indirizzo scelto pesa. I Licei registrano il 15,7% di sospensioni e appena il 2,9% di bocciature, mentre negli Istituti Tecnici il giudizio sospeso arriva al 22,6%.
Negli Istituti Professionali, invece, i debiti sono il 14,9%, ma le bocciature dirette salgono all’8,6%.
Nord e Sud, ancora una volta due scuole diverse
Il divario territoriale è forse l'aspetto più interessante. In Valle d’Aosta i sospesi arrivano al 27,5%, mentre in Puglia sono appena il 10,1%.
In mezzo troviamo Liguria, Veneto, Sardegna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia con percentuali superiori al 22%, mentre diverse regioni del Mezzogiorno restano sotto il 12%.
È difficile non interrogarsi su queste differenze. Stessi programmi, stesso sistema scolastico, ma risultati molto diversi a seconda del territorio.
Una distanza che riapre il dibattito sulla severità dei consigli di classe e sulle disuguaglianze che ancora attraversano la scuola italiana.
Settembre fa paura, ma la bocciatura è l’eccezione
La buona notizia arriva proprio dagli esami di recupero. Le serie storiche ministeriali mostrano che solo l’8% degli studenti rimandati non riesce a superare le prove.
Per più di nove ragazzi su dieci, quindi, l’estate sui libri si conclude con la promozione.
Il messaggio è chiaro: il debito scolastico non equivale a una bocciatura annunciata.
È piuttosto una seconda possibilità. E forse è proprio questo il punto. La scuola dovrebbe certamente chiedere impegno e preparazione, ma anche saper distinguere tra un'insufficienza da recuperare e un ragazzo da lasciare indietro.
Perché un voto può certificare una difficoltà, ma non dovrebbe mai diventare una sentenza sul futuro di uno studente.











