
Sono passati dieci anni dall'introduzione dell'Alternanza Scuola-Lavoro, la riforma che avrebbe dovuto avvicinare gli studenti al mondo delle imprese e rendere meno traumatico il passaggio dalla scuola al lavoro.
Da allora il nome è cambiato (prima PCTO, oggi Formazione Scuola Lavoro) – ma il bilancio resta in chiaroscuro.
Se da un lato il sistema è diventato più organizzato, dall'altro l'obiettivo originario appare ancora lontano: quasi 4 maturandi su 10 arrivano al diploma senza aver mai messo piede in un vero luogo di lavoro, mentre oltre uno su quattro conclude le superiori senza sapere quale strada intraprendere dopo l'Esame di Stato.
È quanto emerge dalla quinta edizione dell'Osservatorio "Giovani e Orientamento" realizzato da Skuola.net insieme a Gi Edu, che ha coinvolto circa mille studenti dell'ultimo anno delle scuole superiori.
La formazione pratica resta incompleta
L'idea dell'Alternanza era quella di offrire ai ragazzi un contatto diretto con il mondo del lavoro. Nella pratica, però, questo non accade sempre.
Il 39% degli studenti ha svolto le attività senza entrare mai in un'azienda, tra simulazioni, project work e formazione a distanza. Solo il 28% ha effettuato tutto il percorso in contesti lavorativi reali, mentre il 33% ha alternato esperienze pratiche e attività scolastiche.
Qualche passo avanti, comunque, c'è stato. Il 67% completa oggi il monte ore obbligatorio già all'inizio dell'ultimo anno e il 68% afferma di aver potuto scegliere almeno in parte il proprio percorso.
Orientamento più diffuso, ma ancora poco convincente
Anche sul fronte dell'orientamento le riforme del PNRR hanno aumentato le opportunità. Il 57% dei maturandi ha avuto colloqui con il docente tutor e il 60% ha partecipato ad attività dedicate alla scoperta delle proprie attitudini.
Nonostante ciò, il gradimento resta modesto: solo l'8% si dice molto soddisfatto delle 30 ore di orientamento, mentre la maggioranza esprime un giudizio tiepido o negativo.
Il vero nodo resta il futuro
Il dato più significativo riguarda però le prospettive dei ragazzi. Il 28% dei maturandi arriva al diploma senza avere un progetto chiaro per il proprio futuro, segno che scuola, orientamento e formazione pratica non riescono ancora a trasformare il diploma in un vero trampolino di lancio.
Dieci anni dopo la nascita dell'Alternanza, il problema non sembra più essere la quantità delle attività proposte, ma la loro qualità.
Perché senza esperienze concrete e un orientamento realmente efficace, il rischio è che molti giovani continuino ad affrontare il futuro con più dubbi che certezze.











