
Il nuovo DDL Sicurezza convince la stragrande maggioranza delle nuove generazioni.
A dirlo è un instant poll pubblicato qualche giorno fa realizzato da Skuola.net su un campione di 783 giovani (non è specificata la fascia d'età) dal quale emerge un dato netto: l'86% degli intervistati sostiene le misure introdotte dal provvedimento del governo Meloni per rafforzare la sicurezza e contrastare la violenza giovanile.
Un consenso che non rappresenta un caso isolato: già nei mesi scorsi infatti il portale aveva registrato un orientamento molto simile con l'84% dei ragazzi che si era espresso a favore del primo DDL Sicurezza, mentre il 68% aveva accolto positivamente la possibilità di effettuare controlli con il metal detector nelle scuole.
Numeri che raccontano come, per molti giovani, il bisogno di sentirsi al sicuro stia diventando una priorità.
Cosa prevede il nuovo DDL Sicurezza
Per chi non lo sapesse, facciamo chiarezza su cosa prevede il DDL; il provvedimento introduce una serie di strumenti pensati per rafforzare la prevenzione e il contrasto della criminalità, con particolare attenzione ai fenomeni della violenza minorile e delle baby gang.
Tra le novità principali c'è l'estensione della possibilità di trattenere una persona fino a 12 ore anche al di fuori delle manifestazioni pubbliche.
La misura potrà essere applicata durante le attività di prevenzione svolte in luoghi particolarmente affollati, come le aree della movida e le piazze del divertimento del fine settimana, consentendo alle forze dell'ordine di effettuare gli accertamenti necessari.
Il testo prevede inoltre un inasprimento delle pene per chi commette danneggiamenti in gruppo e introduce un nuovo avviso orale del questore, uno strumento volto a impedire la formazione di gruppi ritenuti potenzialmente pericolosi.
Per i ragazzi la sicurezza viene prima di tutto
Il dato che emerge dall'indagine di Skuola.net è particolarmente significativo. Tradotto in numeri, significa che quasi nove giovani su dieci ritengono necessario un rafforzamento degli strumenti di controllo e prevenzione.
I commenti lasciati dai partecipanti al sondaggio aiutano a comprendere le ragioni di un consenso così ampio. Molti raccontano di vivere con crescente preoccupazione le uscite serali, spesso segnate dalla presenza di gruppi violenti o dal timore di aggressioni improvvise.
Per una larga parte degli intervistati, un rafforzamento dei controlli rappresenta una risposta concreta a un problema percepito come sempre più diffuso.
C'è chi sostiene che chi rispetta le regole non abbia nulla da temere da una maggiore presenza delle forze dell'ordine e chi ritiene necessario adottare strumenti più incisivi per contrastare il fenomeno dei giovani che circolano armati di coltelli o altri oggetti pericolosi.
Non solo repressione: i giovani chiedono anche prevenzione
Il sondaggio, però, mette in luce anche un'altra esigenza. Pur essendo favorevoli al provvedimento, alcuni ragazzi sottolineano che il contrasto alla violenza non può basarsi esclusivamente su misure repressive.
Secondo questa parte degli intervistati, accanto a controlli più efficaci servono investimenti nell'istruzione, nello sport, nella cultura e nella riqualificazione delle periferie, oltre alla creazione di spazi di aggregazione che offrano ai giovani alternative concrete al disagio sociale.
Un dato che racconta una nuova percezione della sicurezza
Per il direttore di Skuola.net, Daniele Grassucci, il risultato dell'indagine rappresenta un fenomeno sociale che merita attenzione.
L'idea che i giovani siano, per definizione, ostili all'autorità viene infatti smentita dai numeri.
Secondo Grassucci, la spiegazione è semplice: oggi gli adolescenti si percepiscono soprattutto come vittime della violenza.
Una lettura che trova conferma anche nello studio Espad dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr, secondo cui il 3,5% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver utilizzato coltelli o altre armi per ottenere qualcosa da qualcuno.
Una percentuale ridotta, che evidenzia come gli autori delle aggressioni rappresentino una minoranza rispetto ai tanti coetanei che chiedono semplicemente di poter vivere e frequentare gli spazi pubblici in condizioni di maggiore sicurezza.











