
La scuola italiana continua a muoversi tra luci e ombre. Se da un lato registra risultati incoraggianti sul fronte dell'inclusione e della lotta alla dispersione scolastica, dall'altro fatica ancora a garantire competenze solide a tutti gli studenti.
Questo è quanto emerge dalle analisi delle prove INVALSI 2026, sostenute qualche mese fa da oltre 2,3 milioni di alunni di elementari, medie e superiori, che fotografano un sistema in miglioramento ma ancora segnato da profonde disuguaglianze.
Meno abbandoni, ma le competenze restano il nodo
Il dato più positivo riguarda il crollo dell'abbandono scolastico, sceso al minimo storico del 7,3%.
Cala anche la dispersione implicita, ovvero la quota di studenti che consegue il diploma senza aver acquisito le competenze essenziali, oggi ferma al 6,3%.
Numeri che certificano una scuola sempre più inclusiva.
Ma le cose vanno male per italiano e matematica: quasi un maturando su due termina le superiori senza raggiungere livelli adeguati in queste due materie.
Le difficoltà emergono già nei primi anni del percorso scolastico. Alle elementari un bambino su quattro non raggiunge il livello minimo in Matematica e, rispetto al periodo pre-Covid, i risultati continuano a essere inferiori.
La pandemia ha lasciato un'eredità pesante che la scuola italiana non è ancora riuscita a superare completamente. Fa eccezione l'Inglese, dove gli studenti confermano livelli di apprendimento elevati.
Il Sud dà segnali di ripresa
Tra gli aspetti più incoraggianti del Rapporto c'è il recupero di diverse regioni del Mezzogiorno, che riducono parte del divario con il Nord anche grazie agli interventi del piano Agenda Sud.
Secondo l'INVALSI, questi risultati sono legati anche agli interventi e ai finanziamenti del programma ministeriale Agenda Sud, che hanno contribuito a ridurre la quota di studenti più fragili, in particolare in regioni come Campania, Basilicata e Calabria.
Restano però forti criticità in Sicilia e Sardegna, che continuano a registrare le performance più basse a livello nazionale e gli interventi messi in campo faticano ancora a produrre risultati significativi.
La Generazione Z promossa sul digitale
Le prove dedicate alle competenze digitali restituiscono un'immagine positiva della Generazione Z.
La maggior parte degli studenti raggiunge livelli intermedi o avanzati nell'uso delle tecnologie, nella comunicazione online e nella creazione di contenuti.
L'unica area ancora migliorabile è quella della sicurezza informatica, dove i risultati sono meno brillanti rispetto agli altri ambiti.
Il diploma non basta più
Il Rapporto INVALSI 2026 racconta una scuola che è riuscita a trattenere molti più studenti rispetto al passato, centrando un obiettivo fondamentale.
Ma il vero banco di prova oggi non è più soltanto portare i ragazzi fino al diploma, bensì fare in modo che quel diploma certifichi davvero competenze solide.
Perché una scuola inclusiva è un grande traguardo, ma una scuola capace di preparare tutti allo stesso livello è la sfida che l'Italia deve ancora vincere.











