
Questa sera il Mondiale 2026 arriva al suo ultimo atto con la finale tra Spagna e Argentina, ma il torneo lascia già un'eredità ben precisa.
Sui social il dibattito è stato continuo: TikTok, X e Instagram hanno trasformato ogni partita in un fenomeno virale, mentre meme, highlights e discussioni hanno spesso avuto più successo delle stesse gare.
Per i più giovani questo è stato probabilmente il primo Mondiale vissuto completamente nell'era dei creator e dell'intelligenza artificiale.
Tra entusiasmo e critiche, cosa è piaciuto di più e cosa invece non ha convinto ai ragazzi?
I giovani hanno premiato il calcio spettacolare
La parola più ricorrente è stata intrattenimento.
Le nazionali che hanno cercato di proporre un calcio offensivo e ricco di talento sono diventate le più condivise sui social.
La Spagna, con il suo mix di possesso palla e giovani stelle, è stata probabilmente la squadra più apprezzata dalla Gen Z, mentre l'Argentina ha conquistato milioni di utenti grazie all'ennesimo viaggio mondiale di Lionel Messi.
Su TikTok gli highlights con dribbling, gol spettacolari e giocate individuali hanno raccolto milioni di visualizzazioni, confermando come il pubblico più giovane consumi il calcio soprattutto attraverso clip brevi e contenuti virali.
I meme sono stati il vero linguaggio del Mondiale
Per molti ragazzi il Mondiale non si è vissuto solo davanti alla televisione.
Ogni errore arbitrale, ogni gol all'ultimo minuto e ogni sorpresa del torneo si sono trasformati in pochi minuti in meme, reaction e video ironici.
Su X le partite hanno generato trend mondiali, mentre TikTok e Instagram hanno premiato creator capaci di raccontare il torneo con ironia piuttosto che con l'analisi tecnica.
Il risultato è stato un evento molto più partecipato rispetto al semplice racconto televisivo.
Bocciati format e Infantino
Tra le critiche più ricorrenti c'è quella al Presidente FIFA Infantino. Anche i più giovani infatti hanno notato il suo atteggiamento “servile” nei confronti di Trump per il caso Balogun e la presa in giro all'Italia ad inizio torneo.
Anche il costo dei biglietti desta polemiche: sebbene i commenti negativi derivino spesso da giovani che non sono nemmeno andati allo stadio fisicamente, la speculazione non viene vista di buon occhio comunque.
I ragazzi sono sensibili su queste tematiche e trovano giusto che il calcio possa essere accessibile a chiunque. In questo modo si tende ad escludere i più poveri, e ciò a loro non piace per niente.
Non viene visto molto bene nemmeno l'allargamento del format a 48 nazionali, che ha portato ad un aumento del numero di incontri, con la conseguente trasmissione di partite non molto interessanti da vedere.
Secondo molti commenti, alcuni incontri hanno perso appeal proprio perché il calendario è risultato molto più lungo rispetto alle edizioni precedenti.
Ultima novità non molto apprezzata dai ragazzi in questo torneo sono stati i cosiddetti “hydration break”, che di fatto ha diviso ogni match in 4 tempi.
Il giochino dei guadagni pubblicitari è stato capito e i giovani non hanno gradito molto queste interruzioni.
L'uso della tecnologia continua a dividere
Un altro tema molto discusso è stato quello della tecnologia.
Nonostante la Gen Z sia cresciuta con tantissima tecnologia attorno, quando viene usata nello sport non accoglie sempre pareri favorevoli.
In particolare i ragazzi sembrano detestare i goal annullati per fuorigioco millimetrici (magari viene annullata una prodezza di un calciatore per colpa di un tacco di un centimetro) e il Var che strozza le esultanze.
I giovani sono abituati a stimoli e gratificazioni immediate, detestano l'attesa asettica imposta dal controllo VAR prima di poter esultare per un gol.
Inoltre più vedono tecnologia applicata a certi livelli più si sentono lontani da questo sport, perché di fatto questi supporti tecnici non esistono negli oratori, nelle piazze e nei campetti di quasi tutte le categorie.
Argomento a parte le telecronache, anch'esse non sempre piaciute. Alcune considerate troppo “blande” e poco coinvolgenti, altre “di parte” ed eccessivamente euforiche (vedi Adani in Argentina-Inghilterra).
Il verdetto della Gen Z
Alla vigilia della finale, il giudizio dei giovani appare insomma piuttosto chiaro.
Questo Mondiale viene promosso da loro per:
- il calcio spettacolare;
- i nuovi talenti;
- la viralità dei contenuti social;
- l'atmosfera internazionale del torneo.
Viene invece bocciato per:
- le troppe partite e un calendario troppo lungo;
- i prezzi dei biglietti alti;
- il servilismo di Infantino;
- gli hydration break;
- l'uso eccessivo della tecnologia che allontana questo sport al calcio fatto sotto casa.











