
Essere costantemente connessi non significa volerlo davvero. Anzi. La generazione cresciuta con smartphone e social network è anche quella che sente con maggiore forza il bisogno di prendersi una pausa dal digitale.
È questo il quadro che emerge dalla prima rilevazione dell'Osservatorio AIM (Anticipa, Interpreta, Modella), realizzata da Factanza Media insieme a Ipsos Doxa, che ha analizzato il rapporto tra gli italiani dai 18 ai 45 anni e l'universo digitale.
Il dato che colpisce più di ogni altro è quello legato alla voglia di disconnessione: il 94% degli intervistati ammette di aver sentito almeno una volta l'esigenza di ridurre il tempo trascorso online o di allontanarsi, anche solo temporaneamente, da smartphone e social.
Un segnale che racconta la crescente stanchezza verso notifiche incessanti, flussi continui di informazioni e presenza costante sulle piattaforme digitali.
Il bisogno di disconnettersi cresce soprattutto tra i più giovani
L'indagine, condotta nel marzo 2026 su 3.551 persone tra i 18 e i 45 anni, si è concentrata sulle abitudini digitali di Generazione Z e Millennials, analizzando non solo il tempo trascorso online, ma anche gli effetti percepiti sulla qualità della vita e sul benessere personale.
Proprio i più giovani mostrano la maggiore consapevolezza dei limiti dell'iperconnessione. Oltre la metà degli under 30 dichiara di desiderare spesso di trascorrere meno tempo sul web, una percentuale superiore rispetto ai Millennials tra i 31 e i 45 anni.
Questa consapevolezza, però, fatica a trasformarsi in comportamenti concreti. Soltanto il 48% degli under 30 racconta di essere riuscito a mettere da parte lo smartphone almeno una volta negli ultimi mesi.
Ancora più significativo il dato relativo alla riduzione effettiva del tempo online: il 52% dei giovani afferma di non riuscirci, contro il 39% degli adulti.
È qui che emerge il vero paradosso generazionale: chi percepisce con maggiore lucidità i rischi della connessione continua è anche chi trova più difficile liberarsene.
La FOMO continua a tenere incollati allo schermo
Dietro questa difficoltà c'è soprattutto la cosiddetta FOMO (Fear Of Missing Out), ovvero la paura di perdere qualcosa di importante: una notizia, una conversazione, un evento o semplicemente ciò che accade sui social.
Questa sensazione interessa il 23% della Generazione Z, contro il 14% dei Millennials, confermando come il bisogno di essere costantemente aggiornati rappresenti una delle principali barriere alla disconnessione.
Il fenomeno assume contorni ancora più marcati tra le ragazze. Il 58% delle giovani appartenenti alla Gen Z dichiara infatti di sentire l'esigenza di ridurre o addirittura eliminare l'utilizzo dei social network, il valore più elevato registrato dall'indagine.
Lo scrolling infinito è il primo sacrificio che gli italiani farebbero
Quando viene chiesto quale attività eliminerebbero per recuperare tempo, la risposta è quasi unanime: lo scrolling compulsivo sui social network.
Il 91% della Generazione Z e l'87% dei Millennials rinuncerebbe volentieri allo scorrimento continuo di post, video e contenuti che occupa buona parte delle giornate.
Le ore recuperate verrebbero dedicate soprattutto a sé stessi. Il 61% degli under 30 e il 62% dei Millennials vorrebbero investire quel tempo in passioni, hobby, relazioni personali e attività lontane dagli schermi.











