
La domanda è provocatoria, ma racconta bene il momento storico: avere un partner è diventato quasi fuori moda?
A lanciarla è stato Vogue, che con un editoriale ha acceso il dibattito sul valore delle relazioni nell'epoca contemporanea.
Nel frattempo è arrivata anche l'inflazione, che ha reso gli appuntamenti più costosi e ha trasformato il dating in un investimento sempre meno sostenibile.
In questo contesto è emerso un nuovo fenomeno: il solo-maxxing, una filosofia che invita a mettere sé stessi al centro e a vivere la solitudine non come un fallimento, ma come una scelta.
Cos'è il solo-maxxing e perché sta conquistando la Generazione Z
Il solo-maxxing nasce all'interno del mondo dei cosiddetti "maxxing", espressioni diffuse soprattutto tra la Generazione Z e, in parte, anche tra i Millennials per indicare percorsi di auto-miglioramento portati all'estremo.
Esistono il travel-maxxing, che promuove il viaggio come esperienza essenziale, il catholic-maxxing, dedicato alla riscoperta della spiritualità, oppure il looks-maxxing, spesso criticato per l'eccessiva attenzione all'aspetto fisico e al ricorso alla chirurgia estetica.
Più curioso è il nonna-maxxing, che individua nello stile di vita delle nonne italiane un modello di benessere.
Il solo-maxxing aggiunge un elemento nuovo: scegliere la solitudine come forma di tutela emotiva e crescita personale. Chi aderisce a questa filosofia decide di concentrare tempo, energie e risorse economiche esclusivamente su sé stesso, rinunciando, almeno temporaneamente, alle relazioni sentimentali.
Per la psicologa e psicoterapeuta Lara Pelagotti, oggi la solitudine sta perdendo la connotazione negativa che l'ha accompagnata per anni.
Sempre più persone la interpretano come uno stile di vita legittimo e consapevole, piuttosto che come il segnale di un fallimento personale.
Quanto costa innamorarsi: il peso dell'inflazione sul dating
Dietro il boom del solo-maxxing ci sono anche motivazioni economiche. Uscire con qualcuno è diventato più costoso e questo pesa soprattutto sulle nuove generazioni.
Secondo il Real Financial Progress Index pubblicato dalla Banca di Montreal lo scorso febbraio, negli Stati Uniti un appartenente alla Generazione Z spende in media circa 176 euro per un singolo appuntamento, considerando ristorante, trasporti e cura della persona.
Si tratta di un aumento del 12,5% rispetto al 2025, destinato inevitabilmente a crescere quando gli appuntamenti si moltiplicano nella ricerca di una relazione stabile.
Per il mercato italiano non esistono dati ufficiali, ma facendo una stima tra aperitivo, cena, benzina e preparazione personale, il costo di un appuntamento può oscillare tra 50 e 100 euro.
Dal dating burnout alla scelta di stare soli
Il denaro, però, racconta soltanto una parte della storia. A spingere molti giovani verso il solo-maxxing è anche una crescente stanchezza emotiva.
Una ricerca internazionale realizzata da MyIQ mostra che il 37% delle persone tra i 18 e i 34 anni considera gli appuntamenti moderni "emotivamente estenuanti".
È il fenomeno noto come dating burnout, spesso definito anche swipe fatigue: una sensazione di esaurimento provocata da una sequenza infinita di match, conversazioni ripetitive e prime uscite che raramente si trasformano in relazioni significative.
L'eterofatalismo e il nuovo rapporto con la coppia
Non è un caso che proprio Vogue abbia parlato di una nuova stagione dell'eterofatalismo, concetto elaborato dalla studiosa Asa Seresin per descrivere la crescente stanchezza di molte donne nei confronti delle relazioni eterosessuali.
Nell'editoriale firmato da Chanté Joseph, il tema centrale è il conflitto tra il desiderio di avere un partner e la pressione sociale a mostrarsi indipendenti e disinteressate alle relazioni.
Anche il New York Times Magazine è intervenuto sul tema con un approfondimento dal titolo "Il problema di volere gli uomini", arrivando a una conclusione semplice: innamorarsi è una possibilità, non un obbligo. Restare single può essere una scelta altrettanto valida.
Il solo-maxxing è davvero il futuro delle relazioni?
È ancora presto per capire se il solo-maxxing rappresenti una moda passeggera o un cambiamento destinato a lasciare il segno.
Di certo racconta una trasformazione culturale più ampia: le relazioni non sono più considerate un traguardo obbligato e sempre più persone rivendicano il diritto di costruire il proprio equilibrio senza dover necessariamente avere un partner.
La differenza, però, resta nelle motivazioni. Se scegliere la solitudine significa ritagliarsi uno spazio di libertà e di crescita personale, può rappresentare una forma di benessere autentico.
Se invece diventa un modo per sottrarsi sistematicamente alla possibilità di creare legami profondi, rischia di trasformarsi in isolamento.
Forse è proprio questa l'eredità più interessante del solo-maxxing: ricordare che la felicità non passa necessariamente dalla coppia, ma dalla possibilità di scegliere consapevolmente il modo in cui vivere le proprie relazioni, con gli altri e con sé stessi.











