
Si sono conclusi da pochi giorni gli esami di terza media e, come prevedibile, quest'anno l'AI è stata "protagonista".
Gli insegnanti hanno notato infatti che molte tesine e mappe concettuali presentate dagli studenti sembrano essere state realizzate, almeno in parte, con l'aiuto di Chatgpt.
A far nascere i sospetti non è tanto la qualità grafica degli elaborati, quanto la complessità dei contenuti e dei collegamenti interdisciplinari, spesso giudicati eccessivamente articolati per ragazzi di appena 13 o 14 anni.
Argomenti e collegamenti non consueti
Secondo quanto riferito da numerosi docenti impegnati negli esami, molte tesine si distinguevano per una struttura estremamente ordinata, un linguaggio ricco e un percorso interdisciplinare costruito con precisione.
Inoltre gli argomenti scelti non erano consueti: non generici come succede di solito, bensì specifici e quasi degni di una tesina universitaria (es. “La danza durante la seconda guerra mondiale”, “La diffusione dell'energia green in Europa” ecc).
Insomma in diversi elaborati, gli studenti hanno proposto collegamenti tra storia, letteratura, arte, scienze, tecnologia ed educazione civica che, pur risultando coerenti, apparivano particolarmente sofisticati rispetto alle competenze normalmente sviluppate durante il percorso della scuola secondaria di primo grado.
Anche il lessico utilizzato ha attirato l'attenzione degli insegnanti: termini tecnici, concetti complessi e spiegazioni molto articolate hanno spesso fatto pensare all'impiego di strumenti basati sull'AI generativa.
I sospetti dei docenti durante il colloquio orale
Se sulla carta molti elaborati apparivano impeccabili, è stato soprattutto il colloquio orale a mettere in evidenza alcune incongruenze.
In diversi casi, infatti, gli studenti hanno mostrato difficoltà nello spiegare i collegamenti inseriti nella tesina oppure nell'approfondire argomenti che avevano apparentemente trattato in modo dettagliato all'interno della mappa concettuale.
Per gli insegnanti, questa discrepanza tra la qualità dell'elaborato scritto e la capacità di argomentarlo rappresenta uno dei principali indizi di un utilizzo eccessivo dell'intelligenza artificiale, impiegata non come supporto, ma come sostituto del lavoro personale.
L'AI può essere un aiuto, ma non deve sostituire lo studio
L'intelligenza artificiale è ormai entrata anche nel mondo della scuola e rappresenta uno strumento destinato ad avere un ruolo sempre più importante nella didattica.
Molti docenti sottolineano, tuttavia, che il suo utilizzo dovrebbe servire a organizzare le idee, approfondire gli argomenti e stimolare il pensiero critico, senza trasformarsi in una scorciatoia per realizzare interi elaborati.
La vera sfida per il sistema scolastico sarà quindi quella di insegnare agli studenti a usare questi strumenti in modo consapevole e responsabile, valorizzando la capacità di analisi, di rielaborazione personale e di esposizione.
La prova orale resta il momento decisivo
Proprio gli esami di terza media di quest'anno hanno confermato come la prova orale continui a essere il momento più efficace per valutare la preparazione reale degli studenti.
Una tesina ben costruita può certamente rappresentare un valido punto di partenza, ma è solo attraverso il dialogo con la commissione che emerge la comprensione degli argomenti e la capacità di creare collegamenti autentici.
Ed è proprio durante il colloquio che, al di là della qualità grafica di una mappa concettuale o della perfezione di un testo, si distingue il lavoro realmente svolto dallo studente da quello affidato all'intelligenza artificiale.











