
Con la fine dell'anno scolastico e l'inizio delle vacanze estive, migliaia di studenti italiani non si preparano soltanto a trascorrere giornate al mare o in viaggio.
Per molti di loro, infatti, l'estate rappresenta anche l'occasione per entrare nel mondo del lavoro e conquistare una prima forma di indipendenza economica.
Scuole chiuse, ma per molti ragazzi l'estate significa lavoro
A confermarlo sono i dati dell'Osservatorio "Dopo il Diploma", la ricerca promossa dal Centro Nazionale Orientamento di ELIS in collaborazione con Skuola.net, che ha coinvolto circa 1.500 studenti delle scuole superiori italiane.
L'indagine fotografa una generazione molto più intraprendente di quanto spesso si immagini: oltre la metà degli studenti svolge infatti un'attività lavorativa o un lavoretto per integrare le proprie entrate.
Il dato più significativo riguarda proprio il periodo estivo. Secondo la ricerca, il 34,5% degli studenti lavora nei periodi in cui non si va a scuola, sfruttando quindi le vacanze estive o altre pause dal calendario scolastico per guadagnare qualcosa.
A questa quota si aggiunge un ulteriore 20,6% che svolge un'attività lavorativa durante tutto l'anno, conciliando studio e lavoro anche nei mesi delle lezioni.
Complessivamente, dunque, più di uno studente su due ha già avuto esperienze lavorative prima ancora di conseguire il diploma. Solo il 44,9% degli intervistati dichiara di non lavorare e di fare affidamento esclusivamente sulla paghetta ricevuta da genitori o parenti.
Dai lavori stagionali alle professioni digitali
Quando si parla di occupazioni giovanili, continuano a prevalere i cosiddetti lavoretti tradizionali. L'87,2% degli studenti che lavorano svolge infatti attività come cameriere, babysitter, assistente ai bagnanti, istruttore sportivo, addetto alle ripetizioni o altre mansioni stagionali.
Tuttavia, emerge anche una quota crescente di ragazzi che guarda alle opportunità offerte dal digitale. Il 12,8% degli studenti lavoratori è infatti impegnato nelle cosiddette nuove professioni digitali.
Tra queste spiccano l'e-commerce, l'influencer marketing e la creazione di contenuti online come blogger, creator e youtuber. Non mancano inoltre attività più specialistiche legate allo sviluppo di applicazioni, ai servizi digitali, alla cybersecurity, agli eSport e persino al trading online e alle criptovalute.
Una Generazione Z sempre più orientata all'autonomia
La ricerca del Centro Nazionale Orientamento di ELIS racconta una Generazione Z che non aspetta necessariamente la fine degli studi per confrontarsi con il mondo del lavoro.
Molti giovani vedono infatti nelle esperienze lavorative un'opportunità per acquisire competenze, costruire il proprio curriculum e ottenere una maggiore autonomia economica.
Che si tratti di servire ai tavoli di un ristorante durante l'estate o di gestire un piccolo e-commerce direttamente dallo smartphone, il messaggio che emerge dall'indagine è chiaro: gli studenti italiani sono sempre più propensi a mettersi in gioco già durante gli anni delle scuole superiori.











