
C’è chi brinda con uno Spritz al tramonto e chi, invece, preferisce iniziare la giornata con cappuccino, granita e croissant condivisi sui social. La differenza, oggi, è soprattutto generazionale.
E mentre oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’Aperitivo, il rito più iconico della socialità italiana si conferma amatissimo dai Millennials, ma sempre più insidiato dalle nuove abitudini della Generazione Z, che sembra aver trasformato la colazione nel nuovo momento cult della convivialità.
L’aperitivo resta infatti uno dei simboli dello stile di vita italiano.
Secondo una ricerca AstraRicerche per Unione Italiana Food, due italiani su tre non rinunciano all’aperitivo almeno una volta al mese, mentre oltre il 50% lo consuma almeno due volte al mese.
Un’abitudine consolidata soprattutto tra Millennials e giovani adulti tra i 25 e i 34 anni, fascia che continua a frequentare con regolarità bar e locali urbani, trasformando il “drink delle 19” in un rituale identitario e sociale.
Lo Spritz si conferma il re incontrastato dell’aperitivo italiano, seguito da bollicine e cocktail di mixology, mentre cresce la ricerca di esperienze sempre più curate, tra qualità delle materie prime, location suggestive e condivisione social.
Se per molti Millennials l’aperitivo rappresenta ancora il punto d’incontro ideale dopo il lavoro, un momento informale che mescola relax, networking e vita sociale, qualcosa nelle nuove generazioni sta cambiando.
In particolare la Generazione Z, pur continuando a vivere il rito dell’aperitivo, sembra orientarsi verso modelli diversi di socializzazione. Diverse ricerche evidenziano infatti come i più giovani preferiscano sempre più la colazione fuori casa, vissuta come un’esperienza più lenta, autentica e “instagrammabile”.
Non è un caso che negli ultimi anni siano esplosi i locali dedicati a brunch, specialty coffee e bakery contemporanee, soprattutto nelle grandi città.
Ma la scelta della Gen Z non è soltanto estetica o legata ai social. C’è anche una questione economica e di praticità.
Fare colazione fuori costa mediamente meno rispetto a un aperitivo, soprattutto in un periodo in cui inflazione e aumento del costo della vita incidono fortemente sulle abitudini di consumo dei più giovani. Un cappuccino e una brioche diventano così un lusso accessibile rispetto a cocktail, taglieri e drink premium.
Inoltre, la colazione viene percepita come un momento più spontaneo e meno “performativo”: ci si può incontrare senza dress code, anche in tuta, senza la pressione estetica e sociale spesso associata all’aperitivo serale.
Secondo un’indagine diffusa da Nestlé Italia, per il 41% degli italiani la colazione ha ormai superato l’aperitivo come principale rito sociale della giornata.
Un dato che fotografa perfettamente l’evoluzione dei consumi: meno eccessi serali, più attenzione al benessere, alla routine mattutina e alla condivisione di esperienze “soft”. La Gen Z, inoltre, mostra una crescente attenzione verso bevande low alcohol o analcoliche e format più flessibili, come brunch e “brinner”, la colazione consumata in fascia serale.
Così, mentre i Millennials continuano a identificare l’aperitivo con la libertà del dopolavoro e con il piacere della convivialità urbana, la Generazione Z sembra preferire un nuovo linguaggio della socialità: meno happy hour e più coffee date, meno cocktail al tramonto e più cappuccini condivisi la mattina.
Eppure, al di là delle differenze anagrafiche, resta un elemento comune: il bisogno di ritagliarsi momenti da vivere insieme. Che sia davanti a uno Spritz o a un flat white, cambia il rito, ma non il desiderio di socialità.










