imgi_5_sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4
imgi_5_sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4

PAGINE

Categorie

Categorie

Il Lifestyle come lo raccontiamo noi

imgi_2_sport-r3gyvr6fykih8e5kk1tac3on1n6zio1zh5d2rplfog
press2a
hitech-r3gyukvpf0wkpxv0f1j2pwcwbazgwae2bc0869c5gg
style-r3gyxz2q3hjun8xilickq1itje96oxv644tck8ayzk
imgi_10_sudpalermologo
sudarte-r3gyw83jdl5n1dgzt94kkzexqkvld7x5jh3teowckg
gusto-r3gyriwl7eq0zkar97zq463yt81ivp9gw7of0vv7og
salute-r3gyuy1g2pel8hbwa77uot1cmp6lw1ub1550w4sn1c

facebook
instagram
youtube
whatsapp
Studiare lontano da casa è sempre più un lusso: a Milano anche 823 euro per una singolaCaldo record: i sindacati chiedono di posticipare l'inizio delle lezioni, il Ministro annuncia un piano da 20 milioniMedicina, è ripartito ieri il Semestre Aperto: al via il 2° anno della nuova selezioneScuola: a Catania quasi 1900 cattedre ancora da coprire, il precariato diventa la regolaDebiti scolastici, l’estate degli studenti sospesi: tra ansia e seconde possibilitàVacanze in famiglia: la Gen Z rivaluta i viaggi con i genitori

Per qualsiasi informazione puoi contattarci a:

 

info@sudlife.it

+39 339 7008876

IN EVIDENZA

Dispersione scolastica: in Italia si abbassa all'8,2%. Ma restiamo indietro per integrazione e competenze

2026-04-13 06:00

Valerio Saitta

Apertura,

Dispersione scolastica: in Italia si abbassa all'8,2%. Ma restiamo indietro per integrazione e competenze

Nel 2020 eravamo al 14,2%. Un netto miglioramento anche in Sicilia dove gli alunni che abbandonano si sono dimezzati.

fotor-ai-20260412131021.jpeg

Finalmente una notizia positiva per la scuola italiana: dopo anni in cui siamo stati colpiti da una importante dispersione scolastica, gli ultimi dati Istat ci danno una versione in controtendenza; meno banchi vuoti e più studenti che restano nel sistema formativo. Un obiettivo europeo centrato con largo anticipo, visto che erano stati considerati cinque anni per arrivare ad ottenere questo risultato.


L’Istat ci dice infatti che nel 2025 il tasso di abbandono precoce nel nostro Paese si ferma all’8,2%. Un risultato che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente raggiungibile, soprattutto se si guarda al recente passato: nel 2020, quindi in piena pandemia, la nostra dispersione era del 14,2%.

La discesa è stata rapida, quasi improvvisa. In pochi anni si è passati da percentuali a doppia cifra a un livello che oggi colloca l’Italia tra i sistemi più virtuosi. E mentre questo accade, alcune nazioni tradizionalmente considerate modelli educativi iniziano a mostrare segnali di affanno.


È inevitabile, a questo punto, interrogarsi sulle cause. Il governo rivendica il ruolo delle politiche adottate: investimenti mirati, innovazione didattica, maggiore controllo sull’obbligo scolastico. Misure come i programmi “Agenda Sud” e “Agenda Nord” o la stretta introdotta dal “Decreto Caivano” vengono indicate come leve decisive, soprattutto nelle aree più fragili del Paese, dove i risultati sono stati più evidenti. Il Mezzogiorno, storicamente il punto debole del sistema, mostra oggi segnali di recupero significativi con una dispersione che si attesta all’8,4%. La Campania scende per la prima volta sotto il 10% (9,7%), rispetto al 19% del 2020. Ancora più marcato il miglioramento della Calabria, passata dal 16,9% al 6,5%.

E in Sicilia come siamo messi? L'indice di dispersione nella scuola secondaria di secondo grado è sceso dal 10% del 2021-2022 al 4,54% del 2024-2025. Insomma, si è quasi dimezzato.

Tutto bello viene da pensare. In parte in realtà, perché le criticità persistono nel nostro sistema scolastico e ora ve ne parliamo. Questi miglioramenti non si vedono purtroppo se si punta la lente d’ingrandimento sulla fascia degli studenti stranieri: qui la dispersione resta altissima, oltre il 26%. Sebbene si tratti di un miglioramento rispetto al 30,1% del 2022, il divario rimane significativo.
Numeri che ci dicono che la nostra scuola, sebbene ci metta l’impegno, faccia fatica ad integrare gli extracomunitari. 

Poi c’è un altro che non fa stare sereni: quello dei cosiddetti “dispersi impliciti”. Ovvero studenti che restano formalmente nel sistema, arrivano fino all’ultimo anno, ma senza acquisire le competenze di base. Non lasciano la scuola, ma ne escono comunque fragili. È una dispersione meno visibile, più difficile da intercettare, ma altrettanto rilevante.
Ecco perché i numeri, per quanto incoraggianti, non possono bastare. Ridurre la dispersione non significa solo trattenere gli studenti in classe, ma garantire loro un percorso formativo reale, solido, capace di offrire strumenti concreti per il futuro.

Il risultato raggiunto dall’Italia è importante, e merita di essere riconosciuto. Ma è anche, inevitabilmente, un punto di partenza. La sfida adesso non è solo mantenere questi livelli, ma affrontare ciò che i dati continuano a nascondere: le disuguaglianze, le fragilità, le storie che restano ai margini. Perché vincere la battaglia contro i banchi vuoti è fondamentale. Ma riempirli davvero di opportunità, competenze e inclusione lo è ancora di più.

SudLife

Edito da: Sudpress S.r.l. C.da Giancata s.n., Zona Industriale – 95128 Catania

SudLife è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

imgi_5_sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4

La tua pubblicità su SudLife passa da qui! 

Scopri le opportunità, invia una richiesta