
Avete mai pensato che un semplice origami può essere utilizzato per fare didattica?
In un’epoca in cui la scuola è chiamata a rinnovarsi e a trovare strumenti sempre più coinvolgenti per gli studenti, l'origami può essere uno strumento fantastico, perché può essere in grado di attivare processi complessi di apprendimento senza bisogno di tecnologie avanzate o costi elevati.
Proprio per questo, sempre più insegnanti lo stanno riscoprendo non come passatempo, ma come vero e proprio alleato educativo.
Piegare la carta, infatti, non è solo un esercizio manuale: è un processo che coinvolge mente, corpo e capacità relazionali, offrendo opportunità trasversali che si adattano a diversi livelli scolastici e discipline.
Alla base dell’origami c’è una combinazione di logica, precisione e creatività. Ogni piega richiede attenzione, sequenzialità e capacità di interpretare istruzioni, competenze che si rivelano fondamentali soprattutto nell’apprendimento della matematica e della geometria. Attraverso la costruzione di figure, gli studenti possono comprendere in modo concreto concetti astratti come simmetria, proporzione, angoli e trasformazioni geometriche. In questo senso, l’origami diventa un ponte efficace tra teoria e pratica, rendendo l’apprendimento più accessibile e intuitivo.
Ma i benefici non si fermano all’ambito logico-matematico. L’origami stimola la concentrazione e la memoria, allenando gli studenti a seguire sequenze complesse e a mantenere l’attenzione nel tempo. Allo stesso tempo, favorisce lo sviluppo della motricità fine, particolarmente importante nei primi anni di scuola. Il gesto della piegatura, ripetuto e controllato, contribuisce a migliorare coordinazione e precisione, con effetti positivi anche sulla scrittura e su altre attività manuali.
Un altro aspetto rilevante è quello emotivo e relazionale. L’origami richiede pazienza e accettazione dell’errore: non sempre una figura riesce al primo tentativo, e questo insegna agli studenti a perseverare, a correggere e a imparare dai propri sbagli.
Inoltre, quando proposto in modalità collaborativa, diventa uno strumento di inclusione, capace di coinvolgere studenti con diversi livelli di abilità e provenienze culturali.
Il linguaggio della piega è universale e non richiede particolari competenze linguistiche, rendendolo particolarmente efficace in contesti multiculturali.
Anche dal punto di vista interdisciplinare, le potenzialità sono ampie. L’origami può essere integrato nelle lezioni di arte, storia, scienze e persino educazione civica. Si possono esplorare le sue origini culturali, riflettere sul rapporto tra forma e funzione, o utilizzarlo come punto di partenza per attività narrative e creative. In ambito scientifico, inoltre, modelli derivati dall’origami trovano applicazioni reali, dall’ingegneria alla medicina, offrendo spunti per collegare la scuola al mondo contemporaneo.
A tal proposito Catania sarà protagonista di un evento di respiro nazionale rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado interessati a esplorare l’origami come strumento didattico trasversale ed efficace.
Si tratta del convegno “Pieghe sotto il Vulcano”, che si svolgerà oggi sabato 28 e domani 29 Marzo all' I.C. De Amicis Majorana.
Un'iniziativa, giunta alla 2° edizione, promossa dal Centro Diffusione Origami, in collaborazione con il gruppo locale Cataniainpiega.
Sono previsti quattro conferenze plenarie affiancate da sessioni parallele di laboratori. Questi momenti pratici permetteranno sia di approfondire i contenuti emersi durante gli interventi teorici, sia di presentare ulteriori esperienze e progetti.
Le conferenze affronteranno temi generali legati al rapporto tra origami e processi educativi, mentre i laboratori saranno centrati sulla piegatura della carta e sulla trasformazione di uno o più fogli in modelli significativi.
Le attività proposte spazieranno dalle basi dell’origami alla costruzione di poliedri, fino ad applicazioni didattiche legate alla matematica, alla geometria e ai contesti educativi più delicati, offrendo ai partecipanti un’esperienza completa e articolata.
Durante le attività verranno evidenziate proprietà geometriche e possibili applicazioni didattiche; in altri casi si lavorerà su moduli da assemblare per creare strutture complesse, apprezzabili sia dal punto di vista matematico sia per il valore collaborativo.
L'evento inizierà alle 8.30 con i saluti della dirigente scolastica Gisella Barbagallo e gli interventi istituzionali con rappresentanti della Città Metropolitana di Catania, delle Università di Catania e Palermo e del CIDI di Palermo.
In particolare Marco Torredimare relazionerà “Origami: l’arte che piega il futuro”, Giovanni Gallo “Geometria con origami”, Natalìa Padua “Mani che piegano, menti che crescono” e Francesco Decio “Origami show”.










