
Tornano purtroppo a crescere in Italia le infezioni sessualmente trasmissibili, soprattutto tra i più giovani.
I dati del Centro operativo AIDS dell’Istituto superiore di sanità parlano chiaro: negli ultimi anni i casi di gonorrea sono aumentati del 50%, quelli di clamidia del 25% e quelli di sifilide del 20%.
“In un caso su 5 le donne hanno il virus della gonorrea nella gola” spiega Suligoi, nella convinzione che il rapporto orale sia sicuro
E cattive notizie arrivano anche dal monitoraggio sull'hiv.
L'aumento è sotto i 25 anni ma la frequenza dei casi è maggiore tra 25 e 35 anni.
Alla base delle cause, secondo gli esperti, c’è soprattutto il minor ricorso al preservativo tra adolescenti e giovani adulti.
Un’indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità mostra che tra il 2014 e il 2022 la percentuale di ragazzi europei che dichiara di averlo utilizzato nell’ultimo rapporto sessuale è scesa dal 70 al 61%. Tra le ragazze il calo è stato dal 63 al 57%.
Il quadro italiano segue lo stesso andamento. Le rilevazioni nazionali indicano una diminuzione costante dell’uso del profilattico tra i quindicenni, maschi e femmine, rispetto al 2010. Per l’OMS, una delle cause principali è l’assenza di un’educazione sessuale strutturata nelle scuole, un settore in cui l’Italia continua a registrare uno dei livelli più bassi in Europa.
Un tema che nelle ultime settimane è tornato al centro del dibattito politico, con l'educazione all'affettività inserita tra i programmi scolastici.
Nel frattempo, medici e operatori sanitari ribadiscono che la prevenzione resta l’arma più efficace contro la diffusione delle IST.
Il preservativo, maschile o femminile, rimane il metodo più sicuro per ridurre il rischio di contagio, anche quando si utilizzano altri contraccettivi. Importanti anche i test periodici, soprattutto in caso di nuovi partner o rapporti non protetti: possono essere effettuati gratuitamente e in anonimato nei consultori e nei centri per le malattie infettive.
Accanto ai controlli, resta centrale l’informazione. Conoscere i sintomi, evitare l’autodiagnosi e rivolgersi a professionisti qualificati. Gli specialisti raccomandano inoltre la vaccinazione contro il papillomavirus (HPV), un’infezione che può colpire uomini e donne e che, se non trattata, può avere conseguenze gravi.
Ridurre i contagi significa anche combattere lo stigma. Le infezioni sessualmente trasmesse non sono una colpa individuale, ma una questione di salute pubblica. Educazione, consapevolezza e responsabilità condivisa restano i pilastri della prevenzione.











