X-Men-Dark Phoenix: il ritorno poco convincente dei mutanti Marvel

Francesco Lattanzio

Cinema

X-Men-Dark Phoenix: il ritorno poco convincente dei mutanti Marvel

Francesco Lattanzio
Pubblicato il 9 giugno 2019

Quanta attesa e quante aspettative per il nuovissimo film degli X-Men, eppure questa volta bisogna sottolineare la delusione pari al fremito per l’uscita della nuova pellicola.
Distribuita nelle sale italiane lo scorso 6 giugno, Dark Phoenix si distingue, soprattutto, dagli altri film della saga per l’assenza di carattere e l’assenza di originalità.
Avete letto bene, purtroppo, ci troviamo dinanzi a nulla di innovativo nel campo della Marvel e nulla di influente da un punto di vista del racconto in sé.

La trama

Ma andiamo con ordine, la trama di questo nuovo capitolo è incentrata sulla figura di Jean Grey, una mutante potentissima capace di muovere gli oggetti con il pensiero e di leggere le menti altrui. Jean è molto sicura di sé, e durante una missione nello spazio viene colpita da un potente flusso galattico non identificato. Invece di morire, grazie a quella nebulosa, la ragazza aumenterà l’energia delle sue capacità, e scopriremo l’origine di quel potere che le permetterà di diventare la tanto temuta Fenice.

“Charles, forse dovremmo cambiare il nome in X-Women”

La pellicola scorre in maniera fluida, ma è impossibile non sottolineare alcuni buchi di sceneggiatura: la trama, ad esempio, è molto superficiale, poco dettagliata e poco approfondita sotto vari aspetti.

I personaggi sono vuoti ed inconsistenti: la protagonista, Jean Grey non viene analizzata in profondità, ma viene presentata come negli altri film della saga, rimanendo molto in superficie: ci si chiede dunque, dove sia la novità in tutto ciò, e cosa si è scoperto di nuovo rispetto a questo personaggio tanto complesso e preponderante per la saga X-men. Ahimè, nulla di decisamente determinante per il racconto. E dunque, era necessario questo film?

Gli altri personaggi sono molto scoloriti e sbiaditi, alcuni dei quali sono gettati nella mischia senza un vero e proprio senso logico per la pellicola. Le poche battaglie sono fredde e prive di emozioni, non vi è quella caratteristica epica, tipica delle battaglie della saga: si tratta, inoltre, di tutta azione già vista e già vissuta.

Sono presenti, inoltre, alcuni citazioni e richiami alle pellicole precedenti: i fan più attenti sapranno certamente di quali sto parlando.

Gli effetti speciali sono sbalorditivi, ma ormai dobbiamo ammettere che questi non sono più sufficienti per impressionare lo spettatore e per coprire eventuali errori e buchi di sceneggiatura: nel 2019, lo spettatore si aspetta molto di più dal film in sé (a maggior ragione se si tratta di un film Marvel) e non è più pienamente sazio di una scenografia accattivante o di effetti speciali in CGI.

Preponderante, durante lo svolgimento, l’influenza dei membri femminili della squadra, tanto da arrivare a domandarsi, per citare un personaggio, se fosse necessario un cambio di nome da X-Men a X-Women: queste ultime si rivelano le più coraggiose e le più determinate del gruppo, senza quali gli eventi nel film non sarebbero andati in porto.

Un finale placido e pacato che strizza l’occhio ad un possibile futuro, dove i nostri X-men sarebbero impegnati al fianco degli altri personaggi della Marvel Comics.


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