“Vendo Bonus Cultura”: nel mercato nero della 18app

Antonio Catara

News&Politics

“Vendo Bonus Cultura”: nel mercato nero della 18app

“Vendo Bonus Cultura”: nel mercato nero della 18app
Pubblicato il 8 febbraio 2019

Ultimamente vi abbiamo parlato del Bonus Cultura, di come i giovani lo spenderanno e di come fare per ottenerlo. Ma come ogni cosa positiva, anche questa ha il proprio rovescio della medaglia. Se molti neo-maggiorenni sanno già come spendere i propri cinquecento euro fra libri, concerti ed eventi, altri sembrano proprio non sapere che farsene di questi soldi, tanto da vendere il proprio bonus in cambio di soldi contanti.

Come funziona tutto questo?

Il procedimento è molto semplice: basta andare su Facebook e digitare nella barra di ricerca “18App” o “Bonus Cultura” e, appena dopo i canali ufficiali, appariranno una miriade di pagine e gruppi nati con l’intento di mettere in comunicazione chi vuole vendere e chi vuole acquistare. La cosa più buffa è che, contattando alcuni di questi ragazzi, la risposta che riceviamo è praticamente standard: “Inviami 300€ con ricarica PostePay e ti giro le credenziali per accedere a 18App”. Il pagamento deve avvenire sempre in anticipo e, dunque, anche il rischio di incappare in truffe belle e buone è davvero molto alto.

Certo è che per alcuni versi questo Bonus Cultura è un po’ limitato. Basti pensare che con questi cinquecento euro non è possibile acquistare apparecchiature elettroniche come ad esempio i PC, che oggi rappresentano un mezzo indispensabile per ogni studente. Ma la verità è che molti diciottenni vogliono vendere il proprio Bonus per pigrizia! Perché, parliamoci chiaramente, il cash fa molto più rumore della moneta virtuale.

In realtà lo scambio bonus-denaro può avvenire anche in misure molto più ristrette e provinciali. Insomma: “io lo compro con 18App e tu mi paghi il 50% in contanti”. Nessun segno, nessun movimento di denaro tracciabile. Tutto semplice e pulito che nemmeno le banche Svizzere e i conti alle Cayman.

Ma la compravendita non è l’unica faccia oscura del Bonus Cultura

Se, per esempio, ciò che cerchi non rientra tra le opzioni di 18App ma non ti va comunque di vendere il tuo bonus, non devi disperarti! Sì, perché molti, anzi, moltissimi commercianti se ne fregano beatamente delle regole che impone il MIUR. E così, magicamente, si potranno acquistare consolle e armi giocattolo, rigorosamente battute come libri o CD musicali.

BONUS CULTURA SUDLIFE

Chi rimane danneggiato da tutti questi comportamenti è, sicuramente lo Stato, ma soprattutto sono tutti quei ragazzi che utilizzano il proprio Bonus Cultura correttamente e con coscienza. Perché se un giorno il Ministero decidesse di rimuovere questo sussidio non potremo che dargli ragione e la colpa, in fondo, sarebbe nostra.

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