UNICT anticipa il pagamento della tassa. Gli studenti: “I soldi non si fabbricano”

Alessandra Di Marco

Università

UNICT anticipa il pagamento della tassa. Gli studenti: “I soldi non si fabbricano”

UNICT anticipa il pagamento della tassa. Gli studenti: “I soldi non si fabbricano”
Alessandra Di Marco
Pubblicato il 25 ottobre 2019

È brutto da dire, ma l’UNICT è di una tristezza infinita. Non ne becca neanche una, il nostro ateneo va di male in peggio.

Cosa ha combinato questa volta? L’Università degli studi di Catania ha deciso di anticipare il pagamento del contributo minimo (pari a 200 euro) degli studenti IRREGOLARI.  Ma prima di addentrarci in questa assurda vicenda, procediamo con ordine.

In primis, chi sono gli studenti irregolari? Stando a ciò che viene riportato nella Guida dello studente 2019/20, consultabile sul sito dell’ateno, sono tutti quelli che:

 

 

 

 

 

Nel documento vengono precisati anche i termini di scadenza, che noi vi riportiamo:

Come potete ben capire, il 10 febbraio 2019 è la scadenza per il pagamento del contributo. Ma nella giornata di ieri, sul sito dell’ateneo è comparso il seguente avviso:

“Per l’anno accademico 2019/20, tutti gli studenti “irregolari” dovranno pagare il contributo minimo di 200 euro stabilito dalla legge 232/16 (comma 258), entro la scadenza del 31 dicembre 2019, e non più entro il 10 febbraio del 2020″.

Dopo questo “schiaffo”, l’Unict “rassicura” aggiungendo che tutti gli studenti cui spetta il pagamento del contributo minimo saranno avvisati con adeguato anticipo via email e che il contributo si potrà pagare a partire dall’11 novembre 2019. Questa decisione è stata presa nella seduta di LUNEDì 21 OTTOBRE 2019 dal CdA (il Consiglio d’Amministrazione) dell’Unict.

In questa spiacevole situazione molte cose non tornano, per questo motivo abbiamo deciso di contattare la rappresentanza studentesca.

Carlotta Costanzo, rappresentante de La Finestra – Libera di scegliere, non approva assolutamente la modalità con cui è stata data la notizia (solo due mesi prima), senza la presenza della rappresentanza studentesca (chi assente per motivi personali, altri perchè decaduti in seguito al conseguimento della laurea), senza averla fatta passare alla consulta degli studenti e al Senato Accademico. Ciò che la fa arrabbiare è che era stata già stabilita un ulteriore riunione del CdA per il 28 ottobre 2019, in cui la rappresentanza studentesca sarebbe stata presente e in cui sarebbe stato possibile affrontare proprio questo punto: “noi siamo i rappresentanti e l’unica cosa che dobbiamo fare è tutelare gli studenti. A me da fastidio che qualsiasi cosa succede siano sempre gli studenti a risponderne. Ho parlato con gli studenti e sono seccati; se sono irregolari non è perchè non vogliono studiare ma lo sono anche perchè devono affrontare situazioni delicate (ci sono ragazze madri, ragazzi con problematiche economiche gravi in famiglia)“.

Carlotta ha anche scritto una lettera rivolta al Rettore in cui esprime la sua totale disapprovazione in merito a tale vicenda. Noi ve ne riportiamo una parte: “nonostante la consapevolezza che nessun rappresentante degli studenti fosse presente, nonostante il punto sulla contribuzione studentesca non fosse stato discusso in Consulta studentesca, così facendo è stata negata a tutti gli studenti la possibilità di esprimersi al riguardo. Ritengo sia quindi necessario annullare in autotutela tale atto, poiché è illegittimo in quanto è privo del parere obbligatorio della Consulta Studentesca. E le chiedo di riaffrontare la discussione nelle sedi opportune e nel rispetto dei passaggi formali.”.

Federico Scalisi ci ha inviato una nota in merito a questa vicenda e in quanto rappresentante dell’Associazione Universitaria Controcampus, esprimendo tutto il suo dissenso: “con una delibera del CDA dell’Università di Catania in data 21 Ottobre 2019, TUTTI gli studenti “irregolari” (circa 12.000) dovranno pagare il contributo minimo di 200 euro stabilito dalla legge 232/16 (comma 258), entro la scadenza del 31 dicembre 2019, e non più entro il 10 febbraio del 2020. Queste decisione non è mai stata affrontata con nessun organo di Governo del nostro Ateneo prima dell’approvazione in CDA. La guida allo studente per l’anno accademico 19/20 era già stata approvata e non prevedeva questo anticipo. ANTICIPARE LE TASSE SENZA NESSUN CONFRONTO CON LE RAPPRESENTANZE E ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE….É CONTRO IL DIRITTO ALLO STUDIO! Secondo lo STATUTO D’ATENEO, LA CONSULTA DEGLI STUDENTI esprime PARERE OBBLIGATORIO SULLE CONTRIBUZIONI A CARICO DEGLI STUDENTI E OGNI ALTRA PROPOSTA RIGUARDANTE IN MODO ESCLUSIVO O PREVALENTE GLI INTERESSI DEGLI STUDENTI“.

Inoltre, ci ha spiegato che: “ogni anno l’ateneo approva la guida allo studente, in cui sono presenti tutte le indicazioni riguardanti la carriera dello studente. Qual è il problema? Secondo lo statuto d’ateneo, la consulta degli studenti esprime pareri sui contributi e su qualsiasi provvedimento per l’interesse dello studente. Questo non è avvenuto, hanno preso questa decisione senza colsultarci. Siccome l’ateneo ha esigenza di fare cassa, ha spostato il pagamento del contributo degli studenti irregolari (12.000) da febbraio a dicembre. Io penso che siamo l’unico ateneo al mondo che fa una cosa del genere. Perchè le rappresentanze studentesce non sono state incluse? Lo stesso statuto lo prevede”.

In sintesi, “si scavalca il lavoro della rappresentanza studentesca, che non viene considerata, gli studenti non vengono tutelati e non si rispetta lo statuto. Non può la comunità accademica pagare le conseguenze delle problematiche dell’ateneo. Tutti vedono questo come un atto illeggittimo e contro il diritto allo studio. Sicuramente faremo qualcosa, ci rivolgeremo al Rettore e invitiamo tutta la comunità studentesca a esprimere il proprio dissenso“, conclude Federico.

Per Giuseppe Fava, del gruppo #Studenti: è un procedimento sbagliato. A fine marzo abbiamo approvato un provvedimento e gli studenti si sono iscritti tenendo conto di un determinato prospetto delle tasse. Inoltre, la consulta che si è riunita il 16 ottobre 2019 non è stata avvisata di questo cambiamento, nonostante il suo parare sia obbligatorio. Non è concepibile che cambino le carte in tavola. C’è una macanza di rispetto non solo verso gli studenti, ma anche verso le famiglie”. Questo è assolutamente vero, perchè mette i genitori in una condizione di disagio, sapendo che quei soldi potevano essere raccolti e pagati in un arco di tempo più lungo.

E i restanti studenti? Cosa ne pensano? Nei gruppi Facebook dei vari dipartimenti dell’ateneo, è scoppiato il caos. Più di 100 i commenti degli studenti indignati e preoccupati per la situazione, venendosi a creare una confusione generale:

  

Da pochissime ore i Senatori Accademici, sulla pagina facebook del Senato Accademico dell’UNICT, hanno dichiarato quanto segue: “esprimiamo parecchie perplessità per quanto concerne la decisione presa, in quanto l’Amministrazione non ha informato gli scriventi Senatori e nè ha chiesto un confronto e/o parere alla Consulta degli Studenti in merito alla questione. La modifica, ad anno accademico in corso, della contribuzione studentesca, (seppur trattasi, per onor di cronaca, di un anticipo di somme che comunque sarebbero state dovute a prescindere dagli studenti irregolari), crea un importante precedente ed alimenta innumerevoli polemiche che si sarebbero potute evitare attraverso un preventivo e trasparente confronto con chi ha l’onere e l’onore di rappresentare gli studenti dell’Ateneo in tutte le sedi, quali sono i Senatori Accademici. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro con il Rettore e con il Direttore Generale per comprendere le motivazioni che hanno portato all’assunzione di tale decisione, nell’auspicio che si possa modificare il suddetto provvedimento. Alberto Vazzano, Pierpaolo Panebianco, Antonino Moschetto, Giuseppe Fava, Antonio Cirino
Alessandro Bulgari”.

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