Uncharted 4, ovvero l’Indiana Jones dei Videogiochi

Sara Obici

Nerdlife

Uncharted 4, ovvero l’Indiana Jones dei Videogiochi

Uncharted 4, ovvero l’Indiana Jones dei Videogiochi
Sara Obici
Pubblicato il 5 aprile 2019

Uncharted 4 è un gioco fantastico. Parto così, con un parere per nulla tecnico e del tutto personale, ma sostanzialmente innegabile. Difatti sfido chiunque a dire il contrario, ed è come se in questo momento avessi davanti a voi un banchetto virtuale con la scritta “Change my mind”. Ambientazione, storia, gameplay e combattimento: è tutto perfetto, tutto coerente, tutto assolutamente divertente. Ma d’altronde lo sappiamo, Naughty Dog è una garanzia di qualità: The Last Of Us e i precedenti capitoli della saga Uncharted ne sono una prova evidente.

Mondo di gioco e dintorni

UNCHARTED-4-LANDSCAPE-RECENSIONE-SUDLIFE-NAUGHTY-DOGPortarsi dietro il nome Uncharted nel titolo non è facile. C’è sempre la preoccupazione di poter deludere le aspettative, o di non essere in linea con gli standard precedenti; se poi stiamo parlando di un gioco che dovrebbe chiudere l’intera serie, allora il rischio è ancora più alto. Ma anche in questo caso possiamo festeggiare: scampato pericolo. Uncharted 4 non solo è un degno titolo della saga targata Naughty Dog, ma è anche la sua degna conclusione spirituale.

C’è risposta a tutto quello che desiderate sapere. Difatti tutte le linee narrative convergono quasi magicamente in una conclusione perfetta, come un mosaico dove nessun pezzo è fuori posto. Sulla Storia non vorrei dire davvero nulla, perchè a mio parere è un gioco che va gustato per la prima volta con una “blind run” quasi non stop, come se si fosse alle prese con il bingewatching della propria serie preferita.

Il mondo di gioco è qualcosa che lascia senza fiato. Ogni scenario è stato concepito nei minimi dettagli, in modo tale da risultare sia totalmente funzionale al gameplay, sia meraviglioso da vedere. Insomma, preparatevi a fare lo screen di moltissimi paesaggi mozzafiato (e se vi state chiedendo come si fa: L3+R3). Nonostante non ci siano zone veramente vaste in senso stretto (dimenticatevi la mappa in stile Red Dead Redemption) le ambientazioni sono le più varie, e si passa da un continente all’altro, da una situazione all’altra, con una naturalezza quasi disarmante.

Gameplay

UNCHARTED-4-NAUGHTY-DOG-RECENSIONE-SUDLIFE-CAMIONNon ci sono grosse novità a livello di Gameplay rispetto ai titoli precedenti, ma questo non è affatto un difetto: se una cosa è già perfetta così, perchè cambiarla? Si rischierebbe di rovinare una serie longeva e leggendaria solo per accontentare alcuni insoddisfatti cronici, e si Assassin’s Creed, sto pensando proprio a te. Ma, tornando a noi, possiamo dire che la vera novità dei vari titoli della serie Uncharted non sta quasi mai nel cambiamento del gameplay, quanto nel cambiamento delle situazioni in game.

Applicare meccanismi di gioco conosciuti, familiari e divertenti in contesti sempre diversi e più stimolanti è storicamente da sempre uno dei punti di forza di Uncharted. E no, contrariamente a quanto pensano alcuni “sollevatori di polemiche”, non è come giocare tanti DLC uno dietro l’altro. Le sequenze d’azione, in stile film di Indiana Jones, non ci sono semplicemente presentate come “situazioni spettacolari da poter guardare e basta”, ma sono qualcosa che abbiamo davvero il potere di cambiare.

Certe volte saremo noi stessi a fiondarci in situazioni “alla Uncharted”, a voler saltare da una corda all’altra mentre si uccidono i nemici, ad avere l’idea di spingere due moto l’una contro l’altra mentre veniamo trascinati da un camion in corsa, a far esplodere una granata in faccia a chi si stava apprestando a lanciarcela. In ultimo, per chi è appassionato di completismo come me, posso dire che andare a ricaricare i capitoli per ottenere i vari trofei o le reliquie non è mai stato così divertente.


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