Una rivoluzione cinematografica: il 2 aprile 1968 usciva “2001:Odissea nello spazio”

Simone Ardilio

Oggi come ieri

Una rivoluzione cinematografica: il 2 aprile 1968 usciva “2001:Odissea nello spazio”

Una rivoluzione cinematografica: il 2 aprile 1968 usciva “2001:Odissea nello spazio”
Pubblicato il 2 aprile 2019

Quando “2001:Odissea nello spazio” uscì più di 50 anni fa, qualche mese dopo “Il Pianeta delle Scimmie”, il contributo di Stanley Kubrick alla fantascienza lasciò abbastanza perplessi.  Fin dalla concezione il film di Kubrick e’ una novita’ assoluta. Alla ricerca di un soggetto di fantascienza per continuare il suo viaggio artistico nei generi piu’ popolari dell’immaginario visivo, il regista contatta Arthur C. Clarke e i due condividono a tal punto l’idea di partenza da far correre in parallelo il romanzo e la sceneggiatura.

Il film ricevette subito un’ accoglienza freddissima. La prima al Capitol Theatre di Broadway è un mezzo disastro: il pubblico ride degli scimmioni delle sequenze iniziali. A Los Angeles più di duecento spettatori lasciano la sala prima della fine. Pauline Kael, all’epoca la regina della critica cinematografica americana, lo definisce sul New Yorker “trash mascherato d’arte”.

Nonostante le numerose critiche negative, non si trattò assolutamente di un disastro. Difatti, a Los Angeles il film rimase in programmazione addirittura per 103 settimane.
È stato l’ultimo grande film di fantascienza prima dello Sbarco sulla Luna (1969).
Tutt’oggi appare misterioso e maestoso come pochi, uno dei film più  studiati ed interpretati nella storia del cinema moderno.

È il primo film in cui appare un tablet, ben 43 anni prima dell’uscita dell’iPad. Quando si dice un film profetico.
Le scene iniziali con le scimmie che si evolvono e diventano violenti, lo scontro tra HAL 9000 e gli esseri umani che per evolversi ancora abbandonano la tecnologia, le musiche di Strauss lasciano un senso di meraviglia con pochi pari. Tanto che definirlo un film di genere è molto riduttivo, ed avrà un’influenza estrema su molti film di fantascienza successivi a questo.
Infatti, in tempi recenti, lo stesso Christopher Nolan, uno dei registi attuali con un vero e proprio stile, dirà che il suo Interstellar (del 2014) ne è profondamente imbevuto.


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