Una riflessione politicamente scorretta su ToloTolo di Checco Zalone

Sara Obici

Cinema

Una riflessione politicamente scorretta su ToloTolo di Checco Zalone

Una riflessione politicamente scorretta su ToloTolo di Checco Zalone
Sara Obici
Pubblicato il 8 gennaio 2020

Irriverente, folle, surreale. Il nuovo film di Checco Zalone è, per sua stessa natura, destinato a non passare inosservato. Sia nel bene che nel male. Cerchiamo di scoprire perchè, ma in modo insolito ed anticonvenzionale.

Difatti questa non sarà una vera e propria recensione – quella la lasciamo al nostro esperto Francesco Lattanzio – ma una riflessione sugli spunti che il film riesce a dare. E sul perchè, a mio parere, riesca ad unire, e al tempo stesso a dividere, in maniera così marcata i suoi spettatori.

Attraversare il mondo con i paraocchi

Avete presente quando si dice: “la differenza nella vita la fa il punto di vista“? Ecco, Tolo Tolo è l’incarnazione perfetta di questa frase. E di come una stessa situazione possa apparire bianca o nera a seconda degli occhi di guarda.

Ed è così che i conflitti che dilaniano l’Africa diventano, per un italiano medio pieno di preconcetti, non più che un fastidioso sfondo per la proprie vicende personali, considerate invece come il vero “centro del mondo”.

In questa visione distorta della realtà, semplice e “terra terra”, tutto diventa uno stereotipo da prendere in giro o da additare. I Francesi, le persone di colore (“la migranza”), le donne. Tutto si incasella perfettamente in una definizione, che è molto difficile da scardinare.

Checco Zalone sceglie di portare all’estremo questo concetto, per farci ridere di questa situazione, ma anche per farci riflettere. Perchè spesso, anzi spessissimo, il modo di ragionare del protagonista di Tolo Tolo è anche il nostro.

E’ quello di quando diciamo “è parcheggiata malissimo quella macchina, sicuro la portava una donna”, oppure “non sono razzista, ma non per qualcosa, le persone di colore sono state sempre storicamente sottomesse, si vede che gli fa comodo fare la parte della vittima“.

A riprova che fare schifo è invece qualcosa di evidentemente universale.

Insultare tutti per non insultare nessuno

Perchè il film non è piaciuto a tante persone? Perchè è come ascoltare una canzone stonata. Segue un percorso, sembra quasi sulla strada giusta; ma poi improvvisamente devia, stona, si distrae di proposito.

Per alcuni è solo una sequenza sconnessa di cose a caso, neanche tanto divertenti; ma per chi riesce ancora a vedere l’assurda e dannosa mentalità che dirige tutti questi aspetti, è un affresco ironico e spietato della nostra società.

Certo, il film ha anche qualche aspetta che davvero non funziona. Ad esempio la canzone sull’Autobus – davvero pessima, oppure la storyline finale di Dudù – davvero poco credibile, anche se il film è surreale! Ma in generale, per lo scopo che si prefiggeva, è un film riuscito.

Serve a sbattere in faccia a tutti quanti la verità, in maniera ironica e graffiante; poi c’è chi lo accetta e ci ride su, e chi se la prende perchè ha evidentemente il carbone bagnato 😉


SARA-OBICI-INGEGNERE-INFORMATICO-LINKEDIN-SCRITTRICE-COPYWRITERLaureata in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Catania, tendo facilmente ad appassionarmi ai progetti che ritengo validi ed in linea con i miei principi. È con questo spirito che mi sono lanciata anche nel mondo della scrittura e della comunicazione online. Intellettualmente onesta, spietatamente pungente, irrimediabilmente controcorrente rispetto alla maggioranza. Questa, in poche parole, sono io. E, come me, anche i miei articoli parlano chiaro. Leggere per credere.


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