Un catanese a Tomorrowland: la vera storia di ANGEMI

Paolo Francesco Reitano

Music

Un catanese a Tomorrowland: la vera storia di ANGEMI

Un catanese a Tomorrowland: la vera storia di ANGEMI
Paolo Francesco Reitano
Pubblicato il 24 luglio 2019

Piccola avvertenza: prima che voi possiate leggere questo articolo, è bene che sappiate che non si tratta del solito pezzo di elogio, complimenti e di narrazione esterna di una storia ormai divenuta celebre.

Queste righe sono dedicate a Ninni, conosciuto al mondo come ANGEMI, per la sua tenacia, la sua invidiabile forza, la sua determinazione sopra ogni confine.
Questa riflessione non è frutto di un racconto, di un’intervista e neanche di tanti trafiletti scopiazzati: è frutto di un’esperienza diretta, di chi ha visto questo grande ragazzo sin da piccolo, sin dai tredici anni e l’ha avuto accanto per tutto il liceo.

Ne parlo, sinceramente, con un’emozione fuori dal comune: ebbene, Ninni è stato il mio compagno di banco delle superiori e, come può immaginare ogni lettore, con il proprio compagno di banco si condivide tanto, quasi tutto.

Proprio per questa ragione, le seguenti parole sono dedicate a lui e a tutta la sua fatica.
Perché sono l’esempio della forza dei sogni.

Quando Ninni aveva appena 14 ed aveva varcato da poco la soglia del suo liceo, il “Principe Umberto di Savoia”, si è presentato con l’unica parola che per lui avesse un significato profondo, un valore tangibile ed inestimabile: “musica”.
Sin dalla prima conversazione con la docente di lingua inglese si è presentato come un dj, con un sogno chiaro e definito in testa: far emozionare con la sua musica e con il suo lavoro.

Negli anni a seguire, Ninni ha dato prova a chiunque della sua versatilità, del suo essere eclettico, dinamico e coinvolgente.

Suonava il pianoforte, cantava, componeva musica e piano piano perfezionava le sue tecniche, con la tastiera come con la consolle.

E lui poneva in ogni sua azione il massimo della voglia di fare, della gioia, della felicità più pura: il solo fatto di avere la libertà di esprimersi lo rendeva il ragazzo più felice del mondo.

La verità, però, è parecchio amara, perché nonostante la sua grinta, la sua bravura, oggi riconosciuta in tutto il mondo, Ninni non era capito.

Il mondo delle serate catanesi lo ha sempre maltrattato, sottovalutato, persino snobbato, talvolta.

Perché?
Perché viviamo in una terra miope. 

Una terra incapace di riconoscere il talento vero, la dedizione ai propri obiettivi, la caparbietà nel raggiungerli.

Ninni non si scoraggia. No, non può farlo.

Certo, si chiede il perché di tale atteggiamento nei suoi confronti, eppure non si dà per vinto.

Non lo ha mai fatto.

E anche quelle volte in cui appariva distrutto, sul punto di mollare la presa, era eccezionale nell’azionare dei meccanismi di difesa tali da rafforzarlo ancora di più.

E più qualcuno voleva vederlo cadere, più lui si rendeva più solido.

Non ne faceva vanto: quello era il suo sogno, di confrontarsi con “leoni da tastiera” non aveva il tempo.

Eh no, i sogni non si raggiungono mica da soli.

Ninni passava ore il pomeriggio a lavorare, a ingegnarsi, ad inventare e a sperimentare sé stesso.

Ha sempre amato le sfide: non era il tipo che rimaneva nella sua “zona confort”, voleva scoprire e scoprirsi, e la musica lo ha risollevato.

Come un’amica pronta a tendere la mano nelle difficoltà, come una luce nell’oscurità, come un bagliore di vita quando tutto sembrava perduto.

Grazie alla vittoria di un importante contest internazionale, nel 2014 acquisisce notorietà, rilasciando un remix per la Spinnin Records.

Da quell’anno, Ninni ha cominciato a girare l’Europa e l’Asia, affiancando e collaborando con produttori e deejay di fama mondiale.

Non dimenticherò mai una sera di luglio del 2015, quando ha suonato per la prima volta in un club di Lloret de Mar, in Catalogna.

Era commovente assistere alla realizzazione di una vita, che ha visto la consacrazione nel 2016, con il suo primo Tomorrowland.

Appuntamento che è andato avanti senza interruzioni, con la sua ultima esibizione datata 22 luglio 2019, quando, con la bandiera della Trinacria sulle spalle, ha fatto ballare centinaia di migliaia di persone in Belgio sulle note di Ciuri Ciuri.

Ninni è semplicemente la dimostrazione di quanto l’amore verso i propri desideri possa portare beneficio.

Aver incontrato tanti ostacoli e difficoltà non soltanto non lo ha portato a mollare: anzi, lo ha fortificato parecchio.

Ninni, oggi, è uno dei produttori EDM più apprezzati al mondo, ha solo 23 anni e viene da San Pietro Clarenza, in Provincia di Catania.
Gira il mondo, lavorando come pochi, facendo saltare centinaia di migliaia di persone, emozionando ed emozionandosi con i suoi sforzi.

La sua favola somiglia a quelle raccontate ai bimbi prima di dormire: insegna la bellezza della caparbietà, la forza nel non ascoltare chi vuole vederci fallire, la meraviglia di riscoprirsi forti dalle avversità.

A Ninni va la mia più sincera gratitudine: mi ha insegnato tanto, e lo ha fatto molto prima di diventare famoso in tutto il mondo.

Oggi sono ancor più fiero di lui, perché so che tanti altri apprendono dal suo sorriso, tutti i giorni.


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