TrashTag Challenge: ripuliamo il mondo una foto per volta

Sara Obici

TrashTag Challenge: ripuliamo il mondo una foto per volta

TrashTag Challenge: ripuliamo il mondo una foto per volta
Sara Obici
Pubblicato il 19 marzo 2019

Finalmente ci troviamo a parlare di una Challenge di valore. Dopo aver raccontato la pura follia dietro alla Blue Whale Challenge, siamo totalmente entusiasti di poter assistere alla diffusione della TrashTag Challenge. Una sfida costruttiva, in grado di coinvolgere attivamente chiunque, e soprattutto capace di poter fare veramente la differenza. Ma procediamo con ordine, di che cosa si tratta esattamente?

Cos’è e in cosa consiste?

Chi partecipa alla Challenge deve scegliere una porzione della propria città particolarmente ingombra di rifiuti, e fotografarvisi prima e dopo averla ripulita, differenziando appropriatamente tutto ciò che raccoglie. La foto risultante, che poi andrà postata sui social con l’hashtag #trashtagchallenge, è un collage del luogo prima e dopo l’operazione di pulizia, e mette in evidenza l’impressionante dicotomia tra il degrado che siamo così facilmente in grado di creare, ma anche faticosamente di sistemare.

Questa iniziativa in realtà nasce nel 2015, quando l’azienda americana di abbigliamento UCO decide di lanciare il progetto. Nel corso del tempo questo “trend” ha subito, come è normale che sia, vari periodi di alti e bassi, ma l’idea che ne è alla base non dovrebbe mai davvero scomparire. Alla fine del 2016 il progetto cade praticamente nel dimenticatoio, ma per fortuna internet ha la capacità di rendere immortali, nel bene e nel male, i proprio contenuti; e adesso il progetto sta di nuovo prendendo piede con numeri impressionanti.

Il racconto dietro ogni foto

Facendo una ricerca su Instagram abbiamo trovato una miriade di foto della #trashtagchallenge, provenienti da ogni angolo del globo, prova definitiva che fortunatamente questa iniziativa si sta davvero ri-diffondendo a macchia d’olio. Abbiamo posto delle domande ad alcuni di coloro che hanno postato le immagini più toccanti e significative, e siamo entrati in contatto con ragazzi Portoghesi, Australiani, Indiani, Americani. In questo periodo, dove la diffidenza nei confronti del Web è ai massimi storici, questa è stata sicuramente una ventata di aria fresca.

Per esempio abbiamo avuto la possibilità di parlare con Léon Schraverus, esponente della società Spagnola “Chréon Blanca”, da anni attiva nel campo delle “vacanze sostenibili”. Anche loro hanno deciso di sposare la causa della TrashTag Challenge, e hanno più volte contribuito a migliorare le regioni di Benissa, Moraira e Javea. “Speriamo di contribuire a creare la consapevolezza che ognuno può dare un contributo” ci scrive Léon. E in effetti, forse anche grazie al loro impegno, qualcosa sta davvero cambiando. Difatti dopo i loro post molte persone si sono recate spontaneamente a ripulire la spiaggia di Javea!

Un altro importante contributo alla TrashTag Challenge è stato dato anche dalla EastMojo, una compagnia di stampa e media di comunicazione digitali con sede a Guwahati, Assam, in una delle più remote regioni nord-orientali dell’India. Anche loro hanno aderito alla sfida, e sebbene nel loro sito si occupino principalmente di politica, economia, società, news e approfondimenti sulla loro regione, sono scesi in campo per ripulire le rive del fiume nella località di Sukreswar.

Menzioni speciali

Sono proprio gli amici della EastMojo a suggerirci una delle più belle storie dietro alla TrashTag Challenge. Raikom Enghi, un adolescente indiano originario del distretto Karbi Anglong, nella città di Assam, ha ripulito tutto da solo un’area di circa 100-acri! L’inciviltà dei suoi coetanei, che avevano partecipato ad una festa, è stata spazzata letteralmente via dalla buona volontà di un singolo.

Allora, tutte queste testimonianze e queste storie sono state in grado di ispirarvi? Siete pronti anche voi ad accettare la sfida? Noi di SudLife abbiamo dato il buon esempio, e ci siamo resi protagonisti in prima persona dell’iniziativa, andando a ripulire una porzione della Playa di Catania! Ma vedere per credere, date un’occhiata alla nostra pagina Instagram per riconoscerci all’opera!

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