Tolo Tolo: perché il nuovo film di Checco Zalone ha diviso il pubblico – RECENSIONE

Francesco Lattanzio

Cinema

Tolo Tolo: perché il nuovo film di Checco Zalone ha diviso il pubblico – RECENSIONE

Francesco Lattanzio
Pubblicato il 8 gennaio 2020

Quanta attesa per questo nuovo film di Checco Zalone!

Ma finalmente eccolo qui! Abbiamo infatti ormai avuto modo di capire che “Tolo Tolo” rappresenta, rispetto alla filmografia dell’attore-comico pugliese, un film “sui generis” se comparato ai precedenti: ad esempio, con “Quo Vado” Zalone si è divertito a schernire e deridere il posto fisso in Italia, con “Tolo Tolo” il tono cambia e si presta di più alla tematica “impegnata” trattata: l’immigrazione.

Oltre al tono, in questo film, a cambiare è anche un altro importantissimo aspetto: la regia e la sceneggiatura. Se nelle precedenti pellicole Zalone si dedicava alla stesura del soggetto e alla sceneggiatura (assieme a Nunziante e, in alcuni casi, Valzecchi), qui si cimenta anche come regista.

Questa volta, però, ad affiancarlo nella stesura del soggetto e della sceneggiatura abbiamo il grande Paolo Virzí, la cui mano si percepisce soprattutto nello sviluppo di trama e nell’altalena tra momenti di tensione e di divertimento (anche se non arriverà mai a raggiungere lo ‘spannung’).

Il percorso che Zalone è costretto ad affrontare nel film è una vera e propria testimonianza lucida e chiara, a tratti folgorante e raggelante, di cosa significhi davvero tentare il “grande viaggio” e riporre tutte le speranze in un lungo cammino per poi rimettersi nelle mani di politici impreparati.

Anche se si cerca in tutti i modi di sdrammatizzare – grazie alla rozzezza di Checco, che, come sempre, incarna alla perfezione l’Italiano medio – il film ha sulle spalle un argomento troppo pesante per permettere allo spettatore di rilassarsi totalmente e di ridere di gusto come nei precedenti film; poiché osservando il comportamento di Checco e cosa capiti intorno a lui, si capisce che non vi è assolutamente nulla per cui si possa ridere.

La pellicola ha perciò diviso in due il pubblico: da una parte chi si aspettava un film comico, come i precedenti, è rimasto deluso dalle sfumature di questo; dall’altro, invece, chi nonostante la differenza le pellicole degli anni scorsi, ha saputo coglierlo ed apprezzarlo.

Il film dunque insegna a riflettere su un argomento importante ed ampliamente discusso, tutt’oggi in pieno dibattito politico.


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