Suspiria, quando il remake si veste di nuovo

Francesco Lattanzio

Cinema

Suspiria, quando il remake si veste di nuovo

Francesco Lattanzio
Pubblicato il 5 gennaio 2019

Tratto dall’omonimo film di Dario Argento del 1977, dopo circa tre anni dall’inizio del progetto nel 2015, Suspiria di Luca Guadagnino è approdato nelle sale cinematografiche italiane dal 1 Gennaio 2019.

Il film sembrerebbe, a primo impatto, essere un remake del film di Argento, ma ben presto si scoprirà che questi ha ben poco in comune con l’originale.

La trama

Suspiria ruota attorno a Susie Bannion, una giovane e talentuosa ragazza in procinto di entrare in una facoltosa Accademia di danza situata a Berlino.
Poco dopo l’arrivo della protagonista, però, accadranno una serie di eventi inquietanti e spiacevoli che sembrerebbero essere collegati alle direttrici dell’Accademia e ai loro segreti.
La trama sembrerebbe essere, perciò, molto affine all’originale, ma lo spettatore, fin dalle prime scene, si accorge che si trova catapultato in una storia completamente diversa. In confronto al film di Argento, abbiamo nuovi personaggi, nuove situazioni e molti più chiarimenti e dettagli: sembrerebbe, quindi, che Guadagnino non sia stato fedele al film omonimo, ma piuttosto che egli abbia colto l’essenza dello stesso e che l’abbia usata come impalcatura per reggere il suo personale film.

Questa tecnica di rielaborazione è molto rischiosa, specie se si tratta di un film molto noto e famoso, ma si rivela essere la carta vincente del regista. Le modifiche e gli approfondimenti da lui apportati sono coerenti e fluidi, non tendono perciò ad intaccare la trama stessa ma, anzi, la arricchiscono e la rendono ancor più intrigante ed occulta. Ritroviamo, però, alcune somiglianze tecniche di Guadagnino con il noto maestro dell’horror italiano, per esempio nella maestria dei primi piani, oppure, nella tecnica di ripresa degli ambienti e, soprattutto in determinate scene, nella costruzione claustrofobica e labirintica dell’Accademia stessa che, parrebbe, imprigionare i personaggi.

Il cast di Suspiria

Nel cast troviamo Dakota Jhonson (celebre soprattutto per la trilogia di Cinquanta sfumature, da cui sembra essersene ormai staccata definitivamente), Mia Goth (La cura dal benessere), il premio Oscar Tilda Swinton (Le cronache di Narnia, Micheal Clayton, Io sono l’amore, Doctor Strange) e Clhoe Grace Moretz (Blood story, Carrie, La quinta onda).

L’elemento di novità

Elemento importante su cui Guadagnino ha versato molto interesse ed impegno è la danza, pressoché accantonata in Dario Argento: in questo caso il movimento delle ballerine, all’unisono, sembrerebbe quasi essere un rito che incanta lo spettatore, il quale, come ipnotizzato, danza assieme ad esse divenendo parte del rito stesso che, quindi, si rivela essere il fulcro attorno a cui ruota il film.
Visivamente incantante ed accompagnato da colori spenti e cupi, con suoni rochi e di sospiri,
Suspiria è come un incubo in cui lo spettatore diventa prigioniero delle grinfie del regista che, come un burattinaio, architetta situazioni ed eventi manovrando i suoi personaggi.


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