Striscia la Notizia e il caso Achille Lauro: questo non è giornalismo

Paolo Francesco Reitano

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Striscia la Notizia e il caso Achille Lauro: questo non è giornalismo

Paolo Francesco Reitano
Pubblicato il 10 febbraio 2019

Accusare Sfera Ebbasta di omicidio dopo la tragedia di Corinaldo è da folli, accusare Achille Lauro di istigazione implicita alla droga è semplicemente da ignoranti.

Sì, perché il complottismo puro che giace dietro le mille ingiurie rivolte al rapper è di facile riconoscimento: si appella a luoghi comuni, a piccole e insignificanti connessioni, quasi a simboli.

Partiamo dal principio: il 22 dicembre 2018 viene annunciata la sua partecipazione al Festival di Sanremo.

Esordisce così:

«Non penso di essere fuori posto a Sanremo. Il pezzo è trasversale, può piacere a tutti. Nasce con una chitarra scordata, un taccuino e una penna. Poi l’abbiamo finalizzato in una villa che prendiamo proprio per creare musica, insieme a 20-30 musicisti, senza essere contaminati dalle mode ma pensando solo a quello che potesse piacere a noi.»

 

Il pezzo, dal titolo “Rolls Royce”, è un inno alla vita da superstar, con chiari riferimenti a personaggi della cultura mondiale, musicali e non: Doors, Jimi Hendrix, Amy Winehouse, Elvis Presley e Axl Rose, Marilyn Monroe e Paul Gascoigne. 

La Rolls Royce, auto super lussuosa, vista come simbolo delle celebrità, è il fulcro della canzone.

Ora, vi chiederete il perché mezza Italia stia accusando Achille Lauro di istigazione all’ecstasy: la nota statuetta posta sull’auto viene denominata “Spirit of Ecstasy”, inoltre, secondo gli accusatori, “Rolls Royce” sarebbe un modo di chiamare un certo tipo di pasticche.
Ovviamente, oltre al solito problema dell’apparenza: il giovane cantante è pieno di tatuaggi sul viso e sul corpo, veste in modo esuberante e ciò gli attribuisce ovviamente il titolo di massimo conoscitore delle droghe sintetiche, se non di promotore dell’utilizzo.

Sì, cari lettori: nient’altro. 

Oltre alle critiche innumerevoli, Striscia La Notizia ha ben pensato di recarsi da Lauro per consegnargli il Tapiro d’Oro, come riconoscimento per aver “istigato i ragazzini a fare uso di ecstasy durante il Festival della Canzone Italiana”. 

Oltretutto, è importante specificare che, anche nel caso in cui Lauro parlasse di droghe, non si tratterebbe né del primo né dell’ultimo: pontificare in materia appare alquanto ipocrita, come scrive il nostro Simone Dei Pieri nel suo articolo su Sud Press.

Striscia, credete che il vostro sia giornalismo?

Questa è inchiesta o informazione?

Fare la morale ad Achille Lauro su una connessione che non esiste e ledere l’immagine di un ragazzo solo per trovare il capro espiatorio?

La verità è che per stare bene vi serve puntare il dito contro qualcuno o qualcosa: che sia Sfera Ebbasta, Lauro o chicchessia, dovete per forza accusare qualcuno di un crimine, di una colpa che non sussiste.
Lo fate per sentirvi meglio.

Ed è un atteggiamento che sta sotto l’istinto animale: la perfidia nel vedere lesa la reputazione di qualcuno, solo per giustificare il fallimento personale.


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