Unict, gli studenti: “Si sospenda la tassa di maggio”

Simone Dei Pieri

News&Politics

Unict, gli studenti: “Si sospenda la tassa di maggio”

Unict, gli studenti: “Si sospenda la tassa di maggio”
Pubblicato il 9 aprile 2020

Da ormai un mese la pandemia ha bloccato tutto: scuole, esercizi commerciali, palestre. In questo quadro di blocco forzato, le università non sono da meno, ma gli studenti dovranno regolarmente pagare la tassa di maggio, nonostante i problemi economici di molte famiglie?

Nasce da questa riflessione la proposta dell’associazione Orizzonte Italia, protocollata martedì 7 aprile dal presidente Alessandro Milazzo e indirizzata all’Università di Catania, per chiedere l’abolizione della scadenza della cosiddetta ‘terza rata’, quella di maggio appunto, che molte famiglie si apprestano già a pagare.

“Pensiamo che in questo momento di difficoltà per tante famiglie sia giusto sospendere il pagamento di questa scadenza imminente” ci spiega Marco Cristaldi, rappresentante della Scuola di Medicina per Orizzonte Italia.

“Sappiamo infatti che per molte famiglie questa tassa, che può arrivare anche a superare i 700 euro nel caso delle fasce più alte, può rivelarsi fondamentale per spese di prima necessità, specie in questo momento di difficoltà”.

Una difficoltà diffusa, appunto, che grava su tante famiglie le quali potrebbero vedersi costrette a scegliere tra il pagare la rata o investire diversamente queste somme in mancanza di altre entrate. Poche centinaia di euro che però potrebbero rivelarsi un piccolo toccasana per le finanze domestiche.

“Abbiamo voluto rivolgere questo appello poiché anche le spese dell’Università in questo periodo sono ridotte” e potrebbe quindi essere più facile venire incontro alle esigenze degli studenti, in particolar modo a quelli meno abbienti.

La chiamata è estesa a tutte le associazioni del panorama universitario “Ci farebbe piacere coinvolgere tutte le associazioni intorno a questa tematica” ribadisce Cristaldi in un momento in cui essere uniti è forse l’unico modo per vincere tutti insieme, aiutando le famiglie e quindi, gli studenti ad affrontare con maggiore serenità scadenze e spese.

 

Commenti dei lettori

Francesco Cast.

Sarebbe giusto dato che gli spazi e le università non sono sfruttate come si dovrebbe, le spese sono nettamente minori ed in un momento come questo sarebbe giusto per tutti quei studenti che si ritrovano a pagare affitti a vuoto (anche senza contratto) e di quei studenti che si mantengono con lavori che al momento non sono praticabili (essendo molti camerieri, fattorini ecc o lavoratori occasionali).

10 aprile 2020 | 17:50 | Rispondi

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