Se piovesse il tuo nome, una lettera per volta vorrei bere

Antonio Catara

Music

Se piovesse il tuo nome, una lettera per volta vorrei bere

Se piovesse il tuo nome, una lettera per volta vorrei bere
Pubblicato il 6 marzo 2019

Se piovesse il tuo nome, scritta da Calcutta per Elisa e contenuta nell’album Diari Aperti, è la storia di una coppia che non è mai riuscita a trovarsi davvero.

Non ci siamo mai dedicati
Dedicati le, le canzoni giuste
Forse perché di noi
Non ne parla mai nessuno
Non ci siamo mai detti le parole
Non ci siamo mai detti le parole giuste
Neanche per sbaglio
Neanche per sbaglio in silenzio
Già dai primi otto versi il tema principale appare ovvio: due persone, innamorate l’una dell’altra, non riescono a dimostrarsi in alcun modo il proprio amore.
La città è piena di fontane
Ma non sparisce mai la sete
Sarà la distrazione
Sarà, sarà, sarà
Che ho sempre il Sahara in bocca
La città è piena di negozi
Ma poi chiudono sempre
E rimango solo io
A dare il resto al mondo
Nella seconda ottava la metafora delle fontane e dai negozi utilizzata dal cantautore laziale è chiara: per quanto possano esserci milioni e milioni di persone la fuori, l’unica a non far percepire la solitudine è proprio quella con la quale non si riesce ad esprimere i propri sentimenti.
Se in mezzo alle strade
O nella confusione
Piovesse il tuo nome
Io una lettera per volta vorrei bere
In mezzo a mille persone
Stazione dopo stazione
E se non scendo a quella giusta è colpa tua
Il ritornello è una bellissima dichiarazione d’amore: essere pronti a bagnarsi, a non proteggersi dalle intemperie e a perdere delle occasioni per amore. Lo spirito di sacrificio che solo questo sentimento può dare.
Non ci siamo mai visti per davvero e
Non ci siamo mai presi per davvero in giro
Neanche per sbaglio
Neanche per sbaglio in silenzio
La città incontra il tuo deserto
Che io innaffio da sempre
Sarà la mia omissione
Sarà, sarà, sarà
Che ora ho un fiore nella bocca
L’ultima strofa è forse il punto più alto della canzone. Ora che, probabilmente, tutto è finito, le parole che si sono sempre volute dire affiorano dalla gola prepotentemente, regalando un attimo di dolcezza in un periodo di tristezza, proprio come un fiore nel deserto.

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