Sanremo è Sanremo, ma fino a che punto?

Antonio Catara

Cult

Sanremo è Sanremo, ma fino a che punto?

Sanremo è Sanremo, ma fino a che punto?
Pubblicato il 5 febbraio 2020

Sanremo è Sanremo, ma forse, dopo 70 edizioni, anche il Festival della musica italiana inizia a sentire il peso degli anni e di una gestione alle spalle che fatica terribilmente a restare al passo con i tempi.

Non fraintendiamoci: quello andato in diretta ieri sera dall’Ariston è uno spettacolo, non ci sono dubbi, ma l’atmosfera che aleggia sulla Città dei Fiori è tutt’altro che naturale, anzi pare artefatta e drasticamente pesante. Senza nulla togliere ai suggestivi e coinvolgenti monologhi di Diletta Leotta e Rula Jebreal, ogni parola, ogni intervento e ogni interazione avvenuti sul palco sembrano solo un goffo tentativo di far dimenticare in fretta tutte le polemiche che hanno preceduto questa edizione del Festival; peraltro in maniera abbastanza fallimentare.

L’imbarazzo all’interno del Teatro è stato palpabile per tutta la serata, colpa anche di un Amadeus che, a dispetto dei bei discorsi fatti dalle donne intervenute, non riesce proprio a non presentare le sue co-conduttrice senza utilizzare epiteti quali “sensuale” e “bellissima”. Per carità, non c’è nulla di male e, probabilmente, se avesse tentato di evitare aggettivi simili il tutto sarebbe risultato ancor più strano e anticlimatico, ma il rischio di trasformare l’intera kermesse in una gigantesca gaffe è dietro l’angolo.

A causa di tutti i retroscena già citati e al (palese) tentativo della direzione Rai di trasformare gli ospiti in sala in marchettari del femminismo, risulta davvero difficile ricordare che tutto lo show dovrebbe solo essere la cornice per la competizione canora più importante d’Italia, che, invece, è stata completamente eclissata e messa in secondo piano.

Se la rotta impostata da Sanremo sia quella pensata originariamente o se l’intera programmazione sia stata stravolta in seguito alle querrelle pre-Festival non ci è dato saperlo, certo è che difficilmente si ricorderà un’edizione più macchinosa e plastica di quella che andrà in onda in questi giorni e con altre quattro serate da passare agli archivi, pensare che quello che abbiamo visto ieri sera non sia nemmeno il peggio è più che lecito.

Photo Credit: The Jackal


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