Samara a Catania

Sara Obici

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Samara a Catania

Samara a Catania
Sara Obici
Pubblicato il 3 settembre 2019

Quando arriva la notte, qui nella provincia di Catania, succede qualcosa di strano. Sorge la luna, si accendono i lampioni – non sempre, ma questo purtroppo è un altro problema – e per le strade appare una figura femminile diafana, bianca e cadaverica, con i lunghi capelli neri sul volto. In una sola parola: “Samara”.

Celebre personaggio del film horror del 2002 “The Ring”, il cosplay della terrificante bambina sta letteralmente “infestando” la nostra provincia, e non solo. Le “apparizioni” si stanno moltiplicando: Librino, San Giovanni Galermo, San Berillo, Pedara, Ramacca, Giarre, Adrano.

Da qualche giorno a questa parte ci sono “avvistamenti” anche a Palermo ed Afragola (NA), in quella che probabilmente si trasformerà in tutto il territorio nazionale nella “Samanta Challenge”. Ma tutto questo, perchè?

Perchè dei ragazzini, nati presumibilmente dopo il 2000, si travestono da personaggio di un film uscito quando erano ancora in fasce? Perchè escono in gruppi, chi a caccia di Samara, chi a protezione della propria amica mascherata?

E’ una trovata di Marketing per risollevare le sorti – per il momento non tanto felici – del quarto film della saga di The Ring – Sadako – uscito proprio quest’anno? O è un semplice scherzo, che si autoalimenta per ignoranza e “liscia”?

Entrambe le ipotesi sono plausibili, e non sorprenderebbero neanche più di tanto. Però la situazione sta iniziando davvero a degenerare, e le conseguenze potrebbero essere anche abbastanza serie. In ben tre occasioni è stato necessario l’intervento dei carabinieri nella zona di Catania centro; e i tafferugli e i problemi di ordine pubblico generati attorno alla figura mascherata sembrano destinati solo ad aumentare.

Ad ogni modo, la sensazione è quella di quando ti trovi a commentare qualcosa di talmente anacronistico da essere paradossale, come ad esempio la fintissima e strumentalizzata “emergenza migranti”, o l’ennesimo ottuso rifiuto delle autorità di riconoscere l’emergenza climatica.

Probabilmente però tutto questo può essere ricondotto ad un unico, semplice schema di comportamento. Avete presente quando da bambini ci inventavamo delle bugie solo per far colpo e suscitare una reazione negli altri? Ecco, è esattamente questo. E’ tentare di riempire un vuoto, ma con un qualcosa di ancora più vuoto.

Oppure, a scelta, si chiama “Malu chi fari”.


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