Salone dello Studente: “Troppo confusionario e i dubbi restano”

Corrada Cannella

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Salone dello Studente: “Troppo confusionario e i dubbi restano”

Salone dello Studente: “Troppo confusionario e i dubbi restano”
Corrada Cannella
Pubblicato il 28 novembre 2018

Torna a Catania il Salone dello Studente che fa tappa come sempre a Le Ciminiere, posto ormai fisso per l’evento che da anni accoglie migliaia di studenti in vista della loro scelta universitaria.

“L’evento ti fa aprire gli occhi e ti permette di risolvere le lacune che avevi. Magari quel che ti aspetti a livello di programma universitario si rivela l’opposto di come lo pensavi. Però secondo me non chiariscono pienamente le incertezze, anzi, se non se ne hai te le fanno venire”.

La pensa così Fabrizio, del Regina Elena di Acireale. Perché?

“Troppa gente”.

Anche quest’anno l’iniziativa, che è iniziata il 26 e finisce oggi, è stato promossa dalla maggior parte delle scuole catanesi e non solo.

Professori, rappresentanti di facoltà, liceali e curiosi: si riuniscono tutti qui. Al Salone gli allievi delle classi quarte e quinte delle scuole superiori, hanno la possibilità di incontrare tutta l’offerta universitaria e post diploma. I ragazzi possono effettuare dei test attitudinali, partecipare a dibattiti e workshop, prendere parte a simulazioni di test di ammissione e persino incontrare psicologi dell’orientamento.

Tutto è ideato per rendere più semplice la scelta futura dei giovani: è per questo che il suo successo non accenna a placarsi. Decidiamo di andarci già dalle otto di mattina, orario di inizio evento: il luogo appare subito affollatissimo.

L’organizzazione però non convince gli studenti visitatori. Nonostante la distribuzione degli stand sui due piani, infatti, si avverte nell’aria una confusione collettiva dettata da uno smarrimento comune. Impressionante è il frastuono che si sente una volta entrati tant’è che è difficile pure scambiare due parole all’interno dello stabile.

Oltre a Fabrizio, anche Domenico e Teresa hanno voluto dire la loro a proposito della manifestazione.

Il ragazzo, futuro maturando del liceo Principe Umberto di Catania, ai nostri microfoni ha detto: “Non c’è molto tempo per discutere delle varie facoltà e scelte formative che ci interessano. Sarebbe stato meglio organizzarlo in più giorni così da ridurre al minimo la confusione”

Dello stesso giudizio è stata anche Teresa, che aveva molte perplessità sull’università da scegliere e che sperava di sciogliere i dubbi proprio al Salone. “La gente si accalcava nei vari stand e, complice la folla, non ho potuto chiarire del tutto i miei dubbi”.

Alla domanda di poter dare un voto su una scala da 1 a 10 al Salone, Domenico ci ha poi risposto 7: “La manifestazione dovrebbe essere resa meno ‘pesante’ e più ‘accogliente’. Non vado all’evento per buttarmi fra la massa, ma per cercare supporto e risposte”.

E a lamentarsi sono anche i rappresentanti universitari, non più di tre per ogni stand, che malgrado ci mettano impegno non riescono proprio a dedicarsi a ogni giovane.

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