Rugby, una trappola dalla quale non si scappa

Antonio Catara

Sport

Rugby, una trappola dalla quale non si scappa

Pubblicato il 3 ottobre 2018

A sedersi #onthesofa di Sud Life è questa volta Antonio Cacopardo, uno dei ragazzi che ha rappresentato il rugby italiano all’Europeo U19 di Serbia.

Antonio, che gioca per gli Spartans a 13 e per il CUS a 15, ci ha raccontato un po’ la ‘trappola’ rugby.

Proprio così ci ha voluto descrivere questo mondo, come una trappola, in senso positivo, che crea una sorta di dipendenza, ma che insegna anche tanti valori che negli altri sport vengono spesso dimenticati.
Il rispetto, l’attaccamento alla maglia, la lotta incondizionata e, ultimo ma non meno importante, il tanto famoso terzo tempo.

Antonio ci ha raccontato uno sport che forma prima uomini e poi atleti.  Ma anche uno sport spesso, troppo, abbandonato dai piani alti e lasciato alla mercé di se stesso, dove i soldi che girano sono pochi ma la voglia di dare tutto in campo è tantissima.

L’Europeo forse non è andato nel migliore dei modi ma i giovani rugbisti italiani hanno tutte le carte in regola per diventare i campioni di domani, per lottare contro le compagini più temibili e storicamente affermate e per farci emozionare con prestazioni sempre migliori.

Ma per capire meglio come funziona il magico mondo della palla ovale venite con noi e sedetevi anche voi sul nostro divano per una chiacchierata ‘in mischia’!


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