Quaderni del Mediterraneo: Strumento per costruire la società di domani.

Arcoria Antonio

Università

Quaderni del Mediterraneo: Strumento per costruire la società di domani.

Arcoria Antonio
Pubblicato il 4 febbraio 2020

Nel Gennaio del 1693, il più devastante terremoto che si ricordi nella nostra isola seminò distruzione e morte in tutta la Sicilia Orientale.

prof. Paolo Giansiracusa

Esattamente nell’anno della ricorrenza dai 300 anni dal sisma, ossia ventisette anni fa, il prof. Paolo Giansiracusa, critico e storico dell’arte, docente ordinario di storia dell’arte in Accademia di belle arti di Catania e direttore dei Quaderni del Mediterraneo, decise di realizzare una rivista che potesse raccontare, trasmettere e valorizzare la bellezza, l’arte e la cultura della nostra terra.

Il mediterraneo, e in particxolare la nostra isola, fin dagli albori dell’umanità è stato popolato da un susseguirsi di popoli, spesso con culture totalmente differenti fra loro, che hanno donato un’eterogeneità nei luoghi, nell’arte, nei dialetti e nei paesaggi che, ancora oggi, affascina e richiama studiosi e viaggiatori da tutto il mondo.

Al giorno d’oggi viviamo in una società dove la bruttezza la fa da padrona. Abbiamo perso il valore della bellezza, del bene e degli spazi comuni.

I Quaderni del Mediterraneo tentano di rispondere proprio a questa esigenza dei nostri tempi. Esigenza di conoscere, trasmettere, preservare e tutelare quella bellezza che un tempo era una prerogativa del nostro bel paese e dei suoi abitanti.

Quest’anno si è giunti alla 19 edizione della rivista nazionale sui beni culturali e ambientali.

L’ultimo volume dei quaderni è stato presentato giovedì 30 gennaio, presso l’Istituto di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa. 

La presentazione si apre con l’intervento di sacGianluca Belfiore della curia arcivescovile di Siracusa.

Sac. Gianluca Belfiore

Il suo intervento è incentrato principalmente sulla consapevolezza e la relazione che vi è tra il bello, che viene da Dio, e l’amore. Relazione che trova evidenti fondamenti in tutta l’arte sacra presente nel territorio nazionale.
Successivamente il giovane sacerdote ringrazia vivamente i creatori e i contributori dei Quaderni del Mediterraneo per l’opera intellettuale che portano avanti. Riportando le sue parole: “Essendo apostoli della bellezza non potete non esserlo della sua fonte, ossia Dio.

prof. Stefano Puglisi

Il secondo relatore è il prof. Stefano Puglisi, docente di Antropologia Culturale all’Accademia di Belle Arti di Catania, filosofo e fondatore del movimento Il Terzo Millennio. Si occupa dell’emergenze storico-artistiche dell’Italia meridionale. Cultore di Storia Patria, è componente del comitato scientifico della rivista nazionale sui beni culturali “Quaderni del Mediterraneo“.

Il suo intervento accentua l’importanza del valorizzare i beni culturali analizzando la questione con un taglio prettamente antropologico.

Il professore sottolinea come i quaderni siano

 “un’isola nel deserto conquistato dalle scienze naturali.
I quaderni non sono libri, sono appunto quaderni. Essi annotano sensazioni, emozioni, studi e punti di vista. Non vogliono arrivare a conclusioni sulla cultura, ma essere partecipe della stessa. E intendono farlo con un approccio multidisciplinare: studiosi con una formazione diversa che si uniscono nella condizione della ricerca continua della verità.  

Non sono una rivista per essere letta passivamente dal popolo, ma sono con e per il popolo. Vogliono diventare parte di una discussione, per ravvivare l’interesse per il nostro patrimonio culturale. Far prendere coscienza alle masse, soprattutto alle nuove generazioni, per mettere le basi sulla nascita di un nuovo umanesimo.” 

 

prof. Giancarlo Germanà

L’incontro si conclude con l’Intervento del prof Giancarlo Germanà, archeologo e docente di storia dell’arte all’Accademia di belle Arti di Palermo.

“I quaderni sono uno scrigno pieno di gioielli. Gioielli che sono contributi scritti da professionisti nei vari ambiti. Antropologi, storici dell’arte, filologi e archeologi che lavorano insieme per la ricerca della verità. 

Questo scrigno, quindi, ha questo valore di multidisciplinarietà.  

E questo serve a saper guardare ciò che di bello c’è intorno a noi in una società che ci circonda di bruttezza.
I quaderni hanno un duplice valore: fornire a chi legge conoscenze e competenze e sono, inoltre, uno spazio per giovani studenti e ricercatori che possono trovare la possibilità di crescita.
Allinterno dei quaderni troviamo delle prerogative:
Il Logos la parola, il testo la conoscenza e l’immagine.
Ma hanno una terza funzione: raccogliere, conservare e catalogare i beni culturali, nelle sue molteplici forme: antropologia, musica, pittura, scultura, architettura ecc.”

Mi preme particolarmente sottolineare l’importanza che ha la rivista dei Quaderni del Mediterraneo ai giorni nostri.

In una società come quella odierna, dove la storia, la cultura e il nostro patrimonio artistico stanno sempre più diventando solo un souvenir che collega le rotte aeree del turismo di massa.

In una società che tende sempre più ad essere globalizzata, a discapito delle tradizioni locali, degli aspetti caratterizzanti di una determinata popolazione e dell’eterogeneità culturale.

La riscoperta delle nostre origini, attraverso l’arte, la nostra cultura e la nostra storia deve essere una prerogativa di tutti noi, specialmente nel nostro tempo.

Oggi ci troviamo spesso spaesati, impauriti in una società che non fa che aumentare il nostro senso di incertezza e che nel tempo ha portato a una perdita di fondamentali punti di riferimento. Viviamo nella società dell’apparire e non dell’essere. L’unica libertà effettiva che ci è rimasta è quella di “consumare”. La riscoperta delle nostre tradizioni, dei nostri valori, del nostro patrimonio simbolico, artistico e del bagaglio culturale che ci hanno lasciato in eredità i nostri antenati, deve diventare il punto di partenza per capire chi siamo e soprattutto chi siamo stati

Un’occasione per stimolare e sviluppare un senso di appartenenza e identità.

L’omologazione generale creata dalla globalizzazione si riflette anche nell’arte dei giorni nostri. Così i Quaderni del Mediterraneo, a mio modesto parere, sono non soltanto un interessantissimo strumento di ricerca, in cui “riscoprire” le nostre origini, ma sono, soprattutto, il punto di partenza per la costruzione della società di un domani. 

Ripartire dal bello, ripartire dalla nostra cultura e dalle nostre origini! Questo deve essere lo slogan per ricostruire l’eterogeneità che ha sempre contraddistinto la nostra terra.

In sintesi, riportando le parole del professore Puglisi:

“Far prendere coscienza alle masse, soprattutto alle nuove generazioni, per mettere le basi sulla nascita di un nuovo umanesimo”. 

foto di Giuseppe Tozzi.

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