Primo programma radiofonico della storia: una voce nel silenzio

Sara Obici

Oggi come ieri

Primo programma radiofonico della storia: una voce nel silenzio

Primo programma radiofonico della storia: una voce nel silenzio
Sara Obici
Pubblicato il 24 dicembre 2018

Oggi come ieri, ma 112 anni fa, veniva trasmesso il primo programma radiofonico della storia. Dopo circa un centinaio di anni di innovazioni tecnologiche e di progresso della storia umana questo stesso mezzo verrà utilizzato per trasmettere il pulcino pio e le canzoni di Povia, chi ha il coraggio di dirlo a Marconi?

guglielmo_marconi_radio_invenzione_oggicomeieri_sudlifeSicuramente né lui né Fessenden (no, non è Fassbender) si sarebbero aspettati un utilizzo tanto “immotivato” della loro invenzione. Difatti i due padri della radio avevano certamente in mente un utilizzo più utile o quantomeno più aulico di un mezzo così faticosamente sviluppato.

I primi tentativi di trasmettere segnali radio a distanza erano stati portati avanti da Marconi già a partire dal 1895; ma se lo scambio di informazioni in codice Morse era stato relativamente immediato, invece la trasmissione della vera e propria voce umana restava ancora un mistero.

Mistero fortunatamente destinato ad essere risolto in fretta. Difatti il 23 dicembre 1900 il nostro Fessenden, utilizzando gli studi di Marconi, riuscì a trasmettere il primo “messaggio vocale” della storia: “Uno, due, tre, quattro, nevica lì dove siete voi signor Thiesen? Se sì, volete telegrafarmi?”. Molto diverso da quelli che ci scambiamo oggi, non trovate?

Dopo essere riuscito ad effettuare questa breve comunicazione, per altro alla distanza di solo un chilometro e mezzo, gli studi proseguirono senza sosta, e il 24 dicembre 1906 finalmente Fessenden mandò in onda il primo vero programma radiofonico della storia.

Una lettura di poesie, un assolo di violino e un discorso. Che detto così rievoca proprio un’atmosfera antica, e ci si immagina già ad ascoltare tutto questo in poltrona, con un sigaro e un bicchiere di whysky.

I tempi sono cambiati, e come è giusto e normale che sia tutto si è evoluto. Però a guardare certe canzoni attuali ogni tanto viene il dubbio che non fosse meglio prima. Oggettivamente, tra un discorso di Fessenden e una canzone di Povia è meglio ascoltare “il Fessy” tutta la vita.


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