Unict verso il plastic free? Ora tocca agli studenti

Lucia Murabito

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Unict verso il plastic free? Ora tocca agli studenti

Unict verso il plastic free? Ora tocca agli studenti
Lucia Murabito
Pubblicato il 18 marzo 2019

Sono attive da qualche giorno e sono già un grande successo, anche se per parlare di plastic free ancora il cammino è lungo.

L’Unict ha istallato presso i propri dipartimenti 65 fontanelle temporizzate a disposizione di studenti, docenti e personale amministrativo.
Distribuiscono acqua sia naturale che frizzante e sono la versione in miniatura delle Case dell’Acqua istallate nelle piazze cittadine da alcuni comuni, Catania compreso.

Al momento pare siano “temporizzate” per distribuire l’acqua mezzo litro alla volta, ma si sta lavorando per modificarne l’uso affinché si possano riempire anche contenitori più piccoli tipo tazze e bicchieri.

Il servizio, in fase di sperimentazione, è al momento gratuito e senza limiti d’uso. Ma il senatore Giuseppe Fava, che ne ha dato notizia sui social lo scorso venerdì, comunica che, non appena saranno consegnate tutte le CardUnict agli studenti, ognuno avrà diritto all’erogazione di un massimo di un litro e mezzo al giorno. Che poi è la quantità minima d’acqua che andrebbe consumata giornalmente per rendere l’organismo efficiente, quindi direi che la scelta è più che valida.

La novità è importante. Che l’Unict si stia avviando a mettere al bando la plastica monouso? Questo non è dato saperlo, ma è sicuramente un’opportunità.

E le opportunità vanno colte al volo.

Abbiamo raccontato in lungo e in largo le iniziative nate dalla protesta del venerdì di Greta Thunberg. Incongruenze comprese.

I ragazzi delle associazioni studentesche Nike, Arcadia, Orizzonte Italia hanno protocollato lo scorso 1 marzo una richiesta indirizzata al Magnifico Rettore Francesco Basile e al Direttore Generale Candeloro Bellantoni: chiedono all’Unict di aderire alla campagna #StopSingleUsePlastic, al fine di rendere gli Atenei italiani plastic free.

Tre le idee inserite nella richiesta:

  1. la fornitura a tutti gli studenti di borracce in metallo al fine di disincentivare l’uso delle bottiglie di plastica, che incentivi l’utilizzo delle Case dell’acqua che a breve verranno installate in tutti gli edifici dell’ateneo.
  2. favorire l’istallazione di macchinette del caffè con bicchieri di carta, e con l’opzione “senza
    erogazione del bicchiere”, incentivando l’utilizzo di tazze personali;
  3. introdurre criteri di premialità sulle future gare d’appalto dei servizi di piccola e grande ristorazione per chi abbandona l’utilizzo di plastica monouso.

La richiesta è antecedente all’istallazione delle fontanelle e la troviamo una buona idea. Ma a metà.

Se è vero che l’Università dovrebbe iniziare un cammino verso il plastic free. È anche vero che ognuno di noi, singolarmente può e deve fare qualcosa.

Perché aspettare che sia l’università a fornirci le bottigliette riutilizzabili?
Acquistare borracce o tazze personali, tenerle in borsa e usarle al posto delle classiche bottigliette o bicchieri di plastica monouso è un investimento minimo. Che non supera i 5€. Settimanalmente per l’acquisto di bottigliette d’acqua ne spendiamo anche di più!

E poi informiamoci e informiamo. Diffondiamo la cultura ecosostenibile. Diciamo a chi ci circonda che ognuno può fare qualcosa.

Il nostro giornale è a vostra disposizione: per raccogliere le idee, per raccontare le iniziative, per denunciare le problematiche. Ma anche per organizzare incontri mirati.

Commenti dei lettori

Manuela Coci

Unict fa anche altro! Patrocina anche una campagna nelle scuole della città di Catania per ridurre il consumo di acqua in bottiglia di plastica: bevimenoplastica.microbeco.org

18 marzo 2019 | 18:56 | Rispondi
Biagio Castelli

Plastic Free: ottima iniziativa. Ma prima, molto prima perchè non si pensa alla raccolta differenziata di carta e plastica? Nell’ottica dell’impegno per la salvaguardia dell’ambiente sarebbe bene iniziare dalla cosa più ovvia e scontata

29 marzo 2019 | 13:00 | Rispondi

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