Pet Sematary: una buona occasione sprecata

Francesco Lattanzio

Cinema

Pet Sematary: una buona occasione sprecata

Francesco Lattanzio
Pubblicato il 12 maggio 2019

Tratto dal celeberrimo romanzo del maestro Stepehn King, Pet sematary varca per una seconda volte la soglia del grande schermo sotto la regia di Kevin Kolsch e Dannis Wildmyer. La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 9 maggio 2019. Tra i componenti del cast troviamo Jason Clarke, Amy Seimetz e John Lithgow.

La trama

Louis Creed si è trasferito assieme alla sua famiglia in una casa di campagna, dietro la quale si erge un inquietante cimitero degli animali. Proprio questo, sprigionerà la sua energia ed i suoi poteri, minacciando Louis e la sua famiglia.

Il romanzo violato

Un film davvero molto atteso, soprattutto dai fan del libro di King, la quale attesa è stata smorzata dalla deludente rappresentazione inscenata. Le vicende si svolgono in maniera lineare e abbastanza precipitosa, spesso trattate con superficialità. Ovviamente, è inutile acclamare la magnificenza del romanzo rispetto alla trasposizione cinematografica, ma inevitabile da sottolineare è la cocente delusione dei lettori del libro.

L’atmosfera che si costruisce nel corso della narrazione in potenza è molto buona, ma in atto viene spesso annichilita da scelte di regia che non sono pienamente condivisibili.

La pellicola non sembra avere nessun protagonista, e soprattutto degrada la narrazione psicologica apportata nel romanzo dal maestro King: il personaggio di Louis Creed, ad esempio, qui appare molto sbiadito e non sembra imporsi nella vicenda in maniera preponderante, così come il cimitero stesso, che nel film passa in secondo piano, quando nel libro occupa il primo posto nel podio della narrazione.

Alcune deviazioni dal romanzo avrebbero potuto alzare lo stile del film, invece sono buttate all’interno della narrazione senza un apparente motivo; altri cambiamenti, invece, violentano il romanzo cambiando radicalmente da trama che si ritrova, in maniera molto approssimata, nel finale decisamente poco convincente.

In generale si nota molta confusione in questa pellicola, soprattutto una falla nella sceneggiatura e una mancanza di personalità da parte della regia: è una pellicola che non ha carisma e personalità, molto piatta e con poche decisioni travolgenti.
Estraniandolo dal romanzo, il film non è improponibile: tutto sommato è guardabile, ma non resterà di certo negli annali del cinema contemporaneo.


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