Per tutti gli Stefano Cucchi morti nel silenzio e nell’omertà

Antonio Catara

News&Politics

Per tutti gli Stefano Cucchi morti nel silenzio e nell’omertà

Per tutti gli Stefano Cucchi morti nel silenzio e nell’omertà
Pubblicato il 22 novembre 2019

Su una cosa, e solo su quella, sono d’accordo con Carlo Giovanardi: Stefano Cucchi è stato un ragazzo estremamente sfortunato e nessuna sentenza lo riporterà indietro.

La verità è che Stefano Cucchi non è morto una, ma mille volte. L’ha ucciso la solitudine, quella solitudine che ti fa perdere ogni fiducia nel mondo. L’ha ucciso la sua famiglia, che ha preferito trattarlo come un reietto piuttosto che aiutarlo; ché se sua sorella avesse messo metà dell’impegno che ha dimostrato per ottenere giustizia prima, forse questa storia non l’avremmo mai raccontata. L’hanno ucciso due carabinieri, massacrandolo di botte; due carabinieri che per dieci anni hanno continuato a nascondere la verità sotto una divisa che non meritano di indossare. L’ha ucciso lo Stato, che ha nascosto la polvere sotto al tappeto e lo ha trattato come un numero da vivo e da morto. Stefano Cucchi è stato ucciso dall’indifferenza: indifferenza verso chi soffre, verso chi viene emarginato, verso chi sprofonda nel tunnel della droga, verso chi viene maltrattato nelle carceri, verso chi subisce ogni giorno degli abusi di potere.

Quella di Stefano è una brutta storia, una storia nauseante, per certi versi surreale, ma, ricordiamolo sempre, non è né la prima, né tantomeno sarà l’ultima. I dodici anni di condanna alle belve che lo hanno ucciso non devono essere un punto di arrivo, ma un punto di partenza per ricordarci che nessuno deve essere lasciato solo, che tutti meritano una seconda possibilità e che ogni uomo, qualunque siano i peccati che abbia commesso, ha una dignità. Stefano non era un santo, nessuno lo è, ma è stato martire di un Paese che ha finto non esistesse fino al momento della sua morte ed è giusto che la sua vicenda diventi il simbolo di un cambiamento vero.

Per tutti gli Stefano Cucchi che ci sono stati, per tutti gli Stefano Cucchi che ci saranno. Nel silenzio, nell’omertà, nella solitudine.


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