1° Maggio, la festa del «le faremo sapere»

Sofia Caramitti

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1° Maggio, la festa del «le faremo sapere»

Sofia Caramitti
Pubblicato il 1 maggio 2019

Nasce, cresce e diventa precario

Oggi, 1° Maggio, i giovani festeggiano la giornata del «Le faremo sapere».

La festa pullula di tantissimi imbucati: stagisti con possibilità di assunzione, apprendisti con esperienza, laureati disoccupati e fantascientifiche figure di pensionati.

Chi ne risente di più sono i giovani laureandi che, sommersi dalla mancata meritrocrazia dei  concorsi e dallo spettro del precariato, sventolano bandiera bianca con il tanto agognato pezzo di carta.

La parola d’ordine del nuovo millennio è certificazione.

Di cosa? 

Di qualunque cosa. 

Serve una certificazione per qualsiasi cosa.

Anche se spesso gli affabulatori che sono pluricertificati per il lavoro sul campo non sanno neanche come è fatto il campo.

Dalle competenze di cittadinanza fino alle soft skills agli aspiranti lavoratori è richiesto un continuo lavorio di competenze relazionali.

Lavorio e non lavoro perché studiano come relazionarsi con un’utenza che non vedono.

E anche quando l’utenza c’è si tratta comunque di una simulazione del lavoro.

Una simulazione che, non essendo retribuita, ha ben poco a che fare con le dinamiche lavorative reali.

Il primo Maggio celebriamo la Festa del lavoro.

Sì ma quale?


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