Nelson Mandela diventa il primo Presidente nero del Sudafrica

Simone Dei Pieri

Oggi come ieri

Nelson Mandela diventa il primo Presidente nero del Sudafrica

Nelson Mandela diventa il primo Presidente nero del Sudafrica
Pubblicato il 9 maggio 2019

9 maggio 1948: Nelson Rolihlahla Mandela, leader della lotta contro l’apartheid, diventa il primo Presidente nero nella storia del Sudafrica.

Il quadro politico del Sudafrica ante-Mandela è desolante: la popolazione sudafricana è composta da una maggioranza di neri, abitanti originari del Paese, e una minoranza di bianchi, perlopiù discendenti dei colonizzatori europei.

A dispetto dei numeri, anche a causa delle violenze perpetrate ai danni della popolazione, tutto il potere economico e politico è in mano alla minoranza bianca.

Nato il 18 luglio 1918 a Mvezo, a 25 anni Nelson Mandela si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, in una delle poche università sudafricane aperte ai neri. Durante gli studi entra a far parte dell’African National Congress, movimento di punta che si batte contro le discriminazioni razziali e del quale diventa rapidamente leader.

Dopo la laurea, Mandela è il primo nero ad aprire uno studio legale in Sudafrica, cosa già di per sé rivoluzionaria se si pensa che in quel periodo i neri non hanno nemmeno il diritto di voto. Perciò, alle elezioni del 1948, non ha difficoltà a imporsi il National Party: un’organizzazione che difende la supremazia bianca.

Poco tempo dopo, si imporrà l’apartheid (in afrikaneer, separazione). L’apartheid divide ufficialmente il Sudafrica in zone riservate ai neri e zone riservate ai bianchi. I diritti e le libertà dei neri vengono ulteriormente limitati e Nelson Mandela inizia ad organizzare scioperi e manifestazioni contro l’apartheid.

Il 5 aprile 1956 viene arrestato. Verrà assolto 5 anni dopo, in seguito a un lungo processo.

Il 21 marzo 1960, nella città sudafricana di Sharpeville, la polizia apre il fuoco su una folla di manifestanti neri, facendo 69 vittime e portando Mandela ad un’intuizione: in Sudafrica non c’è spazio per la protesta civile.

Nel 1961 fonda quindi un gruppo militare clandestino chiamato Umkhonto we Sizwe, in zulu Lancia della Nazione.

Il gruppo di Mandela compie assalti e sabotaggi ai danni di varie strutture governative.

Nel 1962, le autorità sudafricane arrestano di nuovo Mandela, accusandolo di cusato di cospirazione e condannandolo all’ergastolo. La sua vicenda colpisce l’opinione pubblica mondiale, conducendo alla protesta, in molti Paesi.

Tuttavia solo alla fine degli anni ’80 le leggi dell’apartheid iniziano ad essere abolite.

L’11 febbraio 1990 Mandela viene liberato dopo 27 anni di carcere e nel 1993 Mandela riceverà il premio Nobel per la pace.

L’anno successivo, in Sudafrica, si tengono le prime elezioni libere dopo la fine dell’apartheid, durante le quali Nelson Mandela viene eletto Presidente per poi ritirarsi a vita privata nel 2004.


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