Proviamo “Ms. Monopoly”, il gioco Hasbro “due volte” sessista

Sara Obici

Proviamo “Ms. Monopoly”, il gioco Hasbro “due volte” sessista

Proviamo “Ms. Monopoly”, il gioco Hasbro “due volte” sessista
Sara Obici
Pubblicato il 8 ottobre 2019

Adesso che mi sono informata per bene, so che il gioco in questione è uscito circa un mese fa, ma io l’ho provato soltanto ieri. Quando la mia amica mi fa: “lo sai, hanno regalato a mia sorella questa strana versione del Monopoly, è in inglese e in pratica premia le donne” non avevo idea di cosa stesse parlando. Poi mi ci hanno fatto giocare, e purtroppo ho afferrato il concetto. Fin troppo bene.

Questa nuova – evitabilissima – edizione del celebre gioco da tavola targato Hasbro tenta di combattere – almeno sulla carta – le diseguaglianze di genere, ma in realtà le ripropone in maniera del tutto analoga, solo a parti invertite.

Che è come dire: “Sono contrario a chi impone le proprie scelte agli altri, ed è per questo che quando li incontro faccio di tutto per farli tacere” o “Sono contro chi si ciba di altri animali, ed è per questo che li darei volenteri in pasto a qualche squalo”.

Così i 400 dollari di differenza all’inizio, e i 40 ad ogni passaggio sulla casella del via, sono stati i piccoli contentini che io e la mia amica ci siamo ritrovate ad “incassare” rispetto agli altri nostri due amici.

Senza alcun motivo plausibile, senza alcun merito o abilità, noi giocatori andavamo incontro a questa “differenza” solo in virtù dell’organo sessuale che ci ritroviamo tra le gambe. Un bel modo per combattere le discriminazioni di genere, giusto Hasbro?

La sensazione è stata quella di avere davanti un’idea potenzialmente bellissima, ma che una volta assemblata si è rivelata un disastro di proporzioni epiche. Ed è un vero peccato, anche perchè ci sono effettivamente delle note positive in questo gioco.

Per esempio le proprietà non hanno più i classici nomi “Vicolo Stretto”, “Corso Magellano” ecc, ma sono rappresentate da invenzioni e brevetti creati dalle donne. Quest’idea è stata carina, e le spiegazioni sul retro delle carte effettivamente ci hanno fatto scoprire un paio di cose in più che non sapevamo. Ma tutto il resto?

Gli imprevisti di dubbio gusto, tra cui la perla “Sei ad un appuntamento con un ragazzo strano e decidi di fuggire dalla scala antincendio”, che esempio sono?

In definitiva, questo non è sicuramente il modo più opportuno per trattare una tematica così delicata, e ci si sarebbe veramente aspettati un pò di sensibilità in più.


SARA-OBICI-INGEGNERE-INFORMATICO-LINKEDIN-SCRITTRICE-COPYWRITER Sara Obici. Intellettualmente onesta, spietatamente pungente, irrimediabilmente controcorrente rispetto alla maggioranza. Questa, in poche parole, sono io. E, come me, anche i miei articoli parlano chiaro. Leggere per credere.


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