Catania da bere: quale divertimento in fiumi d’alcool?

Antonio Catara e Sara Obici

News&Politics

Catania da bere: quale divertimento in fiumi d’alcool?

Pubblicato il 14 maggio 2019

Qualche sera fa ci siamo avventurati in Piazza Teatro Massimo, uno dei luoghi più gettonati della movida catanese. La suggestiva piazza che ospita il teatro Bellini, da sempre fa da cornice alle serate dei giovani e dei meno giovani in cerca di divertimento, anche grazie ai numerosi bar e pub che è possibile trovare.
Proprio da qui è partita la nostra simpatica avventura dentro la movida catanese.

Come mai spesso e volentieri i giovani sentono il bisogno di bere per divertirsi?

Con spirito goliardico abbiamo cercato di coinvolgere alcuni ragazzi lì presenti, catanesi e non, svolgendo con loro un semplice giochino basato su domande di cultura generale e scioglilingua. La maggior parte di loro ha risposto senza problemi alle nostre richieste, evidenziandone anche la facilità. Tutto questo gioco, però, altro non era che il preambolo per la domanda che davvero ci interessava. E qui casca l’asino!

Saresti stato in grado di rispondere a queste domande dopo aver bevuto?

Le risposte ci hanno sorpreso, ma nemmeno troppo, fra chi si dimostrava fermamente convinto che grazie all’alcol avrebbe risposto in maniera ancora migliore, salvo poi ritrattare (raga sul serio: a chi volete darla a bere?), chi ammetteva che avrebbe incontrato qualche difficoltà e chi, poveraccio, non ha capito una mazza di quello che gli abbiamo chiesto nemmeno da sobrio.

Alla fine della fiera, comunque, sembra quasi che un po’ di sale in zucca lo stiamo mettendo tutti quanti e che si stia iniziando a delineare la sottile, ma fondamentale, differenza fra l’essere “brilli” e l’essere “ubriachi fradici”. Certo, la nostra indagine si è svolta ad inizio serata e, magari, a tarda notte le stesse persone ci avrebbero fornito versioni completamente differenti, ma ci piace pensare che nessuno di loro ci abbia preso in giro e si sia ritrovato come una spugna la mattina seguente.

Ovviamente la nostra ricerca si riferisce ad una certa fetta di giovani sopra i diciotto anni, ma va evidenziato come ancora oggi il problema della vendita di alcol a minorenni rappresenti un grave problema. Basti pensare che alcuni locali campano solo di questo. Tanti passi in avanti sono stati certamente fatti, ma per parlare di “divertimento sicuro” la movida catanese ha bisogno ancora di uno sforzo. Adesso scusateci, andiamo ad ubriacarci.


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