Mentana lancia il suo Open e fa informazione a suon di errori

Simone Dei Pieri

News&Politics

Mentana lancia il suo Open e fa informazione a suon di errori

Mentana lancia il suo Open e fa informazione a suon di errori
Pubblicato il 23 dicembre 2018

La pluralità informativa nel XXI secolo non è più (solo) un feticcio, ma un caposaldo di cui tutti possiamo usufruire o essere parte attiva. Da chi segue più testate a chi si informa tramite blog di approfondimento, passando naturalmente a chi quei blog li crea e vi condivide contenuti, il mondo dell’informazione online è ormai enormemente vasto.

Ad ammorbarci con la necessità di un nuovo giornale libero, gratuito, accessibile e con approfondimenti sempre nuovi è arrivato negli scorsi mesi Enrico Mentana, direttore di La7.

Il direttore, conscio del fatto che la vita abbia un significato più alto rispetto ai commenti in cui ‘blasta’ (schernisce, irride) un vario assortimento di ignoranti sui social network, ha deciso di fondare un quotidiano online.

Glissando sul fatto che non si avvertiva francamente la necessità di un altro quotidiano generalista, l’idea di Open -questo il nuovo progetto editoriale- è una buona idea, un’operazione meritevole che vuol dare spazio a tanti giovani. Ma ha iniziato male.

Le prime criticità sono evidenti nella redazione, che a detta dello stesso Mentana è passata attraverso la scrematura di “oltre 15.000 curricula” si è poi aggregata intorno ad una ventina di collaboratori riassumibili in:

-diversi sedicenti esperti comunicatori (ma i canali social si limitano a ricondividere gli articoli del sito),

-un esperto SEO (il cui unico compito sembra essere quello di rendere introvabile il sito su Google),

Alessandro Parodi (già noto alla cronaca per aver scritto su L’Unità),

grafici annoiati, che non hanno voglia di adattare le immagini per Instagram o per Facebook,

-nessun revisore di bozze, come appare evidente visti i numerosi refusi, la punteggiatura zoppicante e qualche struttura ardita che rende accidentata la lettura.

A ciò si aggiungono le sponsorizzazioni realizzate con formati non idonei ad una corretta visualizzazione e la diretta Facebook d’inaugurazione trasmessa in orizzontale anziché in verticale.

Ad indicare che essere giovani è un elemento fine a sé stesso e che la qualità è un prerequisito necessario.

Soprattutto quando si informa.


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