Matteo Salvini è tra le cento persone più influenti del mondo

Antonio Catara

News&Politics

Matteo Salvini è tra le cento persone più influenti del mondo

Matteo Salvini è tra le cento persone più influenti del mondo
Pubblicato il 19 aprile 2019

Matteo Salvini è una delle cento persone più influenti del mondo. A dirlo è il Times, il quotidiano londinese che ogni anno stila questa particolare classifica.

Ma come ha fatto il leader della Lega ad entrare a far parte di questa Top100?

A Matteo Salvini si possono imputare moltissime cose, la moderazione e la leggerezza non sono certo benvenute in casa carroccio, ma di certo non lo si può accusare di essere un cattivo comunicatore. Dal 2013, anno in cui Salvini ha preso le redini del partito padano, i dati della Lega sono impennati vertiginosamente: dal 4% dell’era Bossi si è passati al 31%, con i Verdi che si sono ormai affermati come il primo partito italiano.

Se da un lato, dunque, Matteo Salvini ha raccolto detrattori da ogni parte, dall’altro è riuscito a cogliere il malcontento del popolo, volgendolo a suo favore. Si può non essere d’accordo con le sue idee, lo si può disprezzare come persona, ma, ad oggi, risulta parecchio difficile attaccare l’uomo politico che sta interpretando.

Il verbo interpretare, peraltro, non è affatto casuale. Dall’inizio della sua carriera politica Matteo Salvini non è sempre stato “l’uomo di Destra”, tutt’altro. Vi stupirà, forse, sapere che Salvini è stato membro attivo del centro sociale Leoncavallo di Milano, figurando addirittura tra i fondatori del movimento “Comunisti Padani”. Non proprio un movimento simile alle ideologie che oggi perora.

Ma allora Matteo Salvini è un incoerente?

Io credo che Matteo Salvini, più che un incoerente, sia uno scaltro e abile opportunista. Uno che ha saputo cogliere la palla al balzo, saltando sul carro vincente e prendendone il controllo. Lo ha fatto con la Lega e con Bossi prima, lo ha rifatto con l’alleanza di Centrodestra, la Meloni e Berlusconi poi ed ora lo sta facendo con il Movimento 5 Stelle e Di Maio. In tutti i casi l’unico ad uscirne vincitore è stato proprio lui.

E se prendi un partito di nicchia, lo porti al governo pur non avendo la maggioranza e dopo pochi mesi ti ritrovi ad avere il diritto di fare la voce grossa con l’Europa, allora, forse, il Times ha ragione ad inserirti tra le cento persone più influenti del mondo.


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